Consiglio Comunale di ORIA (BR)
Seduta Consiliare del 08 FEBBRAIO 2008 – Convocazione ore 16:00 – Inizio ore 16:25
“Correttezza e moralità dell’azione amministrativa”
PRESIDENTE
Buonasera a tutti, sono le ore 16:25 di venerdì 8 febbraio 2008, cominciamo i lavori di questo Consiglio Comunale.
Il signor Presidente esegue l'appello. Risultano presenti nr 17 Consiglieri su nr 21 eletti.
PRESIDENTE
Sono assenti solo due Consiglieri, precisamente: Malva e Pomarico.
L’argomento in discussione, in forma monotematica di questo Consiglio Comunale, è scaturito dall’intervento del Consigliere Carone Tommaso, del gruppo politico dell’Ulivo, nella seduta del 22 gennaio u.s. I gruppi politici della maggioranza, con nota del 25 gennaio 2008, hanno richiesto a questa presidenza del Consiglio, la convocazione del Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 33.3 del vigente statuto del Comune. La richiesta è stata sottoscritta da 6 Consiglieri, e precisamente da: Almiento, Conte, Caniglia Glauco, Italiano, Ponticelli e Pasulo.
Nei tempi dovuti, pertanto, è stato depositato agli atti del fascicolo un ordine del giorno che il Consiglio Comunale oggi è chiamato a discutere. attesa la delicatezza dell’argomento, invito i Consiglieri Comunali che intendono prendere la parola a rimanere nell’alveo di un sereno dibattito.
Cedo la parola al primo firmatario della proposta di convocazione di questo Consiglio Comunale, che è il Consigliere Almiento. Prego.
Consigliere Antonio ALMIENTO
Presidente, Consiglieri, Assessori e cittadinanza qui convenuta. Parlo per primo, anche perché, purtroppo, alcune incombenze di lavoro mi obbligano a prendere in questo momento la parola e mi porteranno, a breve, ad allontanarmi dall’aula. Ribadendo e affermando ancor una volta quello che ho già anticipato nel Consiglio Comunale del 22 gennaio 2008, anche a titolo esclusivamente personale, ho ritenuto, a questo punto seguito del Consigliere amico Tommaso Carone, insieme ad altri Consiglieri, di voler qui riunire il Consiglio Comunale per affrontare una questione monotematica che era stata sollevata a seguito dell’intervento del Consigliere Carone.
Vorrei, prima di tutto, precisare, e glielo devo, all’amico Tommaso che, nelle motivazioni che hanno sotteso la richiesta di Consiglio, dove si dice: «nel documento medesimo», riferito al documento letto dal Consigliere Carone «emergono elementi ed affermazioni che contribuiscono ad accrescere il clima di tensione, nocendo, di fatto, alla serena attività amministrativa dell’istituzione comunale», è chiaro che in questo si voleva evidenziare che si condividevano le preoccupazioni, le amarezze, le ansie che io ho stesso ho condiviso e che continuo a condividere, del Consigliere Carone, che ha letto, penso, in rappresentanza del suo gruppo, questo documento. Tuttavia, era chiaro che si evidenziavano anche dei passaggi che, probabilmente, andavano un po’ oltre le giuste preoccupazioni per una modalità di fare politica in questa città e in questo paese, che effettivamente va al di là del sereno dibattito politico, del contraddittorio delle parti, del confrontarsi, delle riunioni consiliari e delle Commissioni.
Quindi, è ed era chiaro che, la preoccupazione riguardava il protrarsi, purtroppo, il continuare in questa modalità occulta di affermare delle cose, di esprimere il proprio pensiero, di fare in modo che ovviamente ci debba essere qualcosa di nascosto. Questa cultura della dietrologia, c'è sempre qualcuno che vuole imbrogliare, allora, subito la denuncia anonima che blocca e paralizza tutto. Giustamente, qualche conseguenza questo fatto l’ha determinata.
È chiaro che, nell’occasione del rinvio del Consiglio Comunale in cui si doveva affrontare la questione della permuta e cessione eccetera, il rinvio è stato votato all’unanimità. Penso, però, vogliate convenire con me, anche nel sentito dire della sussistenza, della pendenza di un eventuale procedimento penale, prudenza vuole che gli stessi amministratori, prima i pronunciarsi su una cosa di fatto, su una questione che comunque è e rimane esclusivamente di carattere civile, debbano, quanto meno, proprio per mantenere quella divergenza, libertà, autonomia tra i poteri, bloccarsi un attimo per vedere che cosa sta succedendo, come si comporta la Magistratura che, nel frattempo, era stata investita con particolare solerzia, con particolare celerità. Quindi, tutti, giustamente, prudenzialmente, preoccupati, abbiamo detto: «fermiamoci un attimo, vediamo».
Consentitemi in quest’occasione, in quest’Amministrazione voglio ritenere che la modalità, il fare politica, di amministrare sia sempre stata condotta con modalità di trasparenza, di rispetto reciproco tra Consiglieri, almeno per quello che mi riguarda, Assessori, forze di maggioranza, forze di opposizione. che qualcuno voglia intimidire, determinare in una certa maniera le scelte dell’Amministrazione Ferretti, se Tommaso Carone dice: «ribelliamoci», io sono con lui, ci ribelliamo, ma posso assicurare che, fino ad oggi le scelte di questa Amministrazione non sono mai state intimidite da nessuno, perché le denunce anonime arriveranno, sono arrivate, ci hanno preceduto, andranno anche oltre di noi, ma la legge vuole, la moralità vuole, l’etica politica vuole, la dignità di ognuno di noi vuole che le decisioni si facciano nelle aule consiliari, nelle Giunte, le fanno i funzionari, le fanno gli uffici. Nessuno, in quest’Amministrazione, si è mai sognato di fare in modo che qualcuno, dietro le quinte, diriga le decisioni che coinvolgono tutti noi e tutta la cittadinanza.
Questa era l’unica lamentela, l’unica contestazione che facevo a quel documento, che sicuramente parte da un presupposto importante, la modalità di occultarsi, di nascondere, di non dire mai. Questa penso che sia una modalità che accomunata, forse anche il carattere di noi oritani. Siamo capaci facilmente di palar male alle spalle, difficilmente di esporci e dire, anche coraggiosamente, quello che si pensa della condotta politica di una persona. Questa è responsabilità, questa è dignità, qui dobbiamo crescere noi, ma deve crescere anche la cittadinanza, perché noi non siamo venti qui perché lo spirito santo ci ha incaricato, ma ci hanno votato le persone. Le persone che noi rappresentiamo devono comprendere le modalità di un’azione amministrativa. Noi siamo qui perché vogliamo fare qualcosa per Oria, e vogliamo farlo nel rispetto delle regole, non dietro le quinte.
Ecco che, quando ci sono quei passaggi in quel documento, dove si dice: «non può essere più tollerato l’uso di metodi clientelari e assistenzialistici», io questa cosa, Tommaso, scusami, la non la condivido; non puoi dire che in questa Amministrazione ci siano metodi clientelari e assistenzialistici. Se si parte dall’intimidazione, la conseguenza è, siccome c'è intimidazione allora si decide in maniera che non è quella del contraddittorio e dello spirito delle istituzioni. No. Le intimidazioni, le denunce anonime, le calunnie, i codardi, i delatori, gli infami, ci sono e ci saranno sempre, ma compito dei politici e di quest’Amministrazione è di governare secondo rettitudine, secondo moralità, secondo dignità, secondo coscienza. Sfido chiunque a dire che qui, in questo Consiglio, in quest’aula ci siano persone indegne, immorali, che non rispettano le leggi.
Questo è il pensiero. Questo ritengo di dire e questo volevo sottolineare, condividendo, ancora una volta, l’auspicio acché dal punto di vista della rettitudine,d ella moralità, anche del coraggio, le cose si dicano in faccia e non dietro le quinte con le denunce anonime alla Procura. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Almiento per il suo intervento introduttivo. Adesso apro la fase del dibattito, chiedo ai Consiglieri di prenotarsi per i loro interventi. Ci sono interventi?
Intanto, come dicevo prima nell’introduzione, è stato presentato nei termini dovuti un ordine del giorno, se volete ne do lettura prima di passare alla votazione.
Consigliere CARONE
Chiedo scusa, se volete lo faccio, anche se è l’unico intervento dei Consiglieri se nessuno si prenota.
PRESIDENTE
Ho chiesto se ci sono interventi.
Consigliere CARONE
Non c'è nessun intervento, lo faccio io.
PRESIDENTE
Prego Consigliere Carone
Consigliere CARONE
Non credo ci sia nessuno che si sia prenotato per l’intervento.
PRESIDENTE
In questo momento non c'è alcuna richiesta. Prego Sindaco.
SINDACO
Scusami Consigliere Tommaso, non è che puoi dire come condurre, al Presidente, il Consiglio Comunale.
Consigliere CARONE
Non lo può dire nemmeno il Sindaco, se è per questo.
SINDACO
Allora perché mi ha chiesto di intervenire a me? Quindi, se non c'è nessuno intervento, intervengo io e parlo io, se lei vuole intervenire…
Consigliere CARONE
Il Presidente ha detto: «signori Consiglieri prenotatevi». Ti sei prenotato! Io voglio parlare, siccome non c'è nessun altro che si è prenotato, non c'è una lista, gradire che dopo parlasse il Sindaco, perché nessuno si è prenotato.
PRESIDENTE
Vi ringrazio tutti del contributo che volete darmi, ma io ho chiesto prima di capire se ci sono interventi, piano piano stanno venendo fuori. Il primo ad essersi prenotato è il Consigliere Carone Tommaso, poi il Consigliere Conte, Caniglia Glauco, D'Ippolito e poi il Sindaco per concludere. Prego Consigliere Carone.
Consigliere CARONE
Grazie. Come premessa al mio intervento dico due cose. Intanto che quest’argomento non appartiene, ritengo, né all’Ulivo, né al Partito Democratico, né al sottoscritto, né alla maggioranza, né alla minoranza, né al Sindaco, né a nessuno, ma contemporaneamente a tutti. Quindi, posso comprendere il tatticismo in Consiglio Comunale, ecco perché, Sindaco, mi sono rivolto in questo modo e se ho urtato la sensibilità di qualcuno me ne scuso. Però, il tatticismo per programmare o per intervenire su un argomento del genere, che riguarda…
SINDACO
Scusami se ti interrompo, poi non ti interrompo più. È un Consiglio monotematico, quindi possiamo quanto vogliamo. Non c'è bisogno di contingentare gli interventi, perché non si tratta di un argomento…
Consigliere CARONE
Sindaco vorrei solo farle notare che, se non avessi preso la parola, lei sarebbe intervenuto e avremmo chiuso il Consiglio. …
SINDACO
Però aspettare che parli la maggioranza…
Consigliere CARONE
Poi lo spiegherò. Però, se io non avessi preso la parola, lei sarebbe intervenuto e avremmo chiuso il Consiglio.
Dicevo che i riti non appartengono a nessuno, i tatticismi per vedere che cosa dice uno e per poter programmare o calibrare la risposta dell’altro, mi sembrano, francamente, tatticismi del tutto inutili. Probabilmente, allora, mi fanno pensare che l’importanza della questione sia un po’ sfuggita di mano a questo Consiglio Comunale.
Vorrei dire un'altra cosa. Non ho e non ho chiesto subito di intervenire perché l’intervento l’avevo fatto nello scorso Consiglio, perché è rimasto agli atti, perché a seguito del mio intervento è stata chiesta a convocazione di un Consiglio monotematico, ragion per cui quello che avevo detto e la mia idea erano già agli atti. Quindi, qualcuno, dopo di me, doveva pronunciare un giudizio o un orientamento. Ragion per cui attendevo di sentire che cosa ne pensasse il Consiglio, o alcuni Consiglieri, assolutamente, non ho la prerogativa dell’ultima parola.
L’altra premessa. Signor Sindaco, mi sarei aspettato che in questo Consiglio lei avesse preso la parola per primo e prima di tutti, perché se viene denunciato un clima di intimidazione, se viene denunciato un metodo per condizionare la vita politica e amministrativa di una città, di un Consiglio di organi istituzionali, il problema è della città. Il problema, quindi, secondo me, non fosse altro come introduzione, andava affrontato da un rappresentante istituzionale della città, perché me lei è il rappresentante della città, per me lei è il mio rappresentante, per me lei è il rappresentante della legalità in questa città. Quindi, mi sarei aspettato che lei intervenisse per primo a tutela e a difesa dei valori che non sono né della maggioranza, né dell’opposizione, ma che sono posti a tutela della vita democratica dell’ordinato e sereno svolgersi della convivenza civile e in ragione del raggiungimento degli obiettivi politici che sottintendono alla nostra presenza qui e alla nostra funzione, che è la rappresentanza delle persone e dei bisogni di questa città. Allora, mi sarei aspettato che il primo rappresentante istituzionale, a maggior ragione in quest’ipotesi e a maggior ragione in questo caso, prendesse la parola. Naturalmente e per fortuna, però, le scelte, evidentemente, sono assolutamente libere.
Aggiungerò solo pochissime considerazioni. Guardate, ho detto nel documento che, vi sono persone molto vicine alle stanze di uomini di potere, che sanno tutto della vita politica e amministrativa della città, tanto da influenzarne e determinarne le scelte. Inizio da qua per dire che, chi ha impedito, di fatto, lo svolgimento di un Consiglio Comunale, con una denuncia anonima, contenente gravissime accuse nei confronti di un Consigliere Comunale e di tutto il Consiglio Comunale, che sembrava intimidito o condizionato da pressioni indebite, è persona che, indubbiamente è vicino alle stanze, agli uomini del potere. Naturalmente, in modo del tutto involontario ed inconsapevole di chi questo potere esercita. Non si spiega diversamente la tempistica, la perfezione; è un ricamo quello che è stato fatto. Perché chi ha scritto quella denuncia anonima, l’ha fatta protocollare un giorno prima, il giorno dopo si teneva il Consiglio Comunale con un certo ordine del giorno, che veniva da una faticosa strada di avvicinamento durata mesi.
Ora, che sia durata mesi è tutto perfettamente legittimo. Poi possiamo criticare o possiamo dare un giudizio di natura politica o di valore. Perché impiegare mesi per una questione del genere? Perché convocare le Commissioni e non farle più lavorare? Perché poi non vengono più convocate? Perché convocare Consigli Comunali e rinviarli? Ma questo fa parte del merito dell’azione politica. Pazienza! Se noi stiamo mesi a parlare e a discutere di questa vicenda, il problema non è questo. Il problema è che, chi ha fatto quella denuncia sapeva tutto ciò, perché la tempistica e la precisione delle parole, del momento, delle circostanze, fanno presumere che questa persona sapesse e per sapere deve vivere vicino alle stanze o agli uomini del potere. Naturalmente, però (questo lo dico per onestà intellettuale), chi mi conosce sa benissimo che non rivolgo accuse gratuite o sparo nel mucchio. Certamente, penso – perché diversamente sarei già andato alla Procura della Repubblica – che, chi questo potere lo esercita in questa città, a partire dal Sindaco per passare agli Assessori, per guardare questo Consiglio e per finire con gli impiegati comunali, evidentemente questi metodi non li condivide. Ripeto, se sapessi altro, sarei già andato alla Procura della Repubblica, denunciando fatti e persone. Non è questo il problema.
Dopodichè, il contenuto del documento è il contenuto di chi Consigliere Comunale si vede defraudato di una funzione e della ragion d’essere di questo stesso Consiglio. Non voglio dire che rappresento l’esigenza del Consiglio, ma io sono un Consigliere Comunale e non mi si può inibire l’esercizio della funzione, non mi si può inibire il contraddittorio, il confronto, l’espressione della mia opinione con una denuncia anonima. Questo per me non fa parte di nessun tipo di vivere civile, prima ancora che democratico e istituzionale, non fa parte di una moralità. Sono metodi che non mi appartengono e Sindaco o qualcun altro Consigliere Comunale ha detto: «anche in passato». Bene, anche in passato c'è stato l’uso strumentale di denunce anonime, per me quella è barbarie al pari di questa. Io non distinguo la denuncia anonima usata da una parte contro un'altra, o non mi fa meno piacere questa denuncia anonima rispetto a quelle utilizzate negli anni precedenti e non mi trincero nemmeno dietro al fatto che negli anni precedenti non c’ero. La denuncia anonima è una barbarie, punto e basta. Non è né di destra né di sinistra, né di centro né da qualunque parte provenga, qualsiasi scopo si prefigga, qualsiasi obiettivo voglia raggiungere. La denuncia anonima è intollerabile.
Allora, ho proseguito nel Consiglio Comunale che si tratta, peraltro, di una questione non di grande interesse, perché io non voglio nemmeno affrontare la questione nel merito, perché a me non interessa affrontarla nel merito, così come non l’ho affrontata nell’intervento dell’ultimo Consiglio Comunale a cui ho partecipato. Il problema non è il merito, quello è un'altra cosa. Se ci avessero consentito di discuterla, saremmo entrati nel merito della vicenda e avremmo preso, come è normale che sia, posizione sulla vicenda, esprimendo un parere, una posizione politica, esprimendo delle valutazioni. La vicenda poteva essere utilizzata da questa opposizione come argomento contro l’inefficienza dell’Amministrazione, l’argomento poteva essere utilizzato da esponenti della maggioranza. Il problema non è quello che avremmo potuto dire o avremmo dovuto dire della questione, il problema è che tutto ciò è stato, di fatto, impedito.
Nel documento ho rivolto un invito a tutti noi, non mi sono appropriato della questione e non rivoglio appropriate della questione, non sono un paladino, non sono un eroe. Non ho fatto quello che ho fatto per amor mio, o per dare in pasto ai giornali l’argomento, o per compiere gesti plateali. Assolutamente no. Sindaco, lei mi ha accusato “di aver compiuto un gesto plateale e di subito aver faxato il documento al giornale”. Mi scusi, ma non ho fatto alcun fax al giornale. L’argomento l’ho sollevato per la dignità dell’istituzione, per la difesa della libertà di autodeterminazione, per la salvaguardia dello svolgimento della funzione, che è funzione di rappresentanza di quelle persone e di tutte le persone che sono fuori, dei loro bisogni, dei loro interessi, della loro ragione di vivere in questa città. Non sono stato animato da altro obiettivo che questo.
A questo punto, naturalmente, non pretendo che sia condiviso quello che dico, che sia condiviso l’aver sollevato il problema. Vedremo che cosa succede, vedremo quali sono gli argomenti, quali sono le posizioni di ciascuno di noi. Spero che quest’argomento, che queste posizioni siano condivisibili, ma evidentemente non le impongo e non le imporrò mai. Scusate, ma se questi argomenti non li possiamo decidere e queste questioni non le possiamo affrontare, la domanda: gli organi istituzionali cosa ci stanno a fare? Si tratta di una questione non di poca importanza e come questa se ne potrebbero svolgere altre, se ne potrebbero creare e nascere ancora, magari anche di più importanti, magari anche di importanza, di spessore che riguardi le sorti di un’intera città. Questa questione riguarda le sorti di un’iniziativa economica ben definita, delimitata. Dopodichè, può influire sulle sorti economiche di un’azienda, di un cantiere, di un’opera, e questo è parimenti importante, perché non può essere condizionata un’iniziativa privata in una città in cui l’iniziativa privata è di per sé asfittica, non si crea nulla in questa città e l’economia è drammaticamente ferma.
Chiedo e invito tutti ad affrontare la questione. Non lo sto dicendo perché voglio andare contro il Sindaco Ferretti. Quando si tratta dell’economia di una città, il Sindaco Ferretti avrà delle responsabilità contingenti e lo attaccherò e lo attaccheremo, ma discuteremo ci confronteremo. Ma quando il problema diventa questo, cioè mettere il paletto, mettere il bastone fra le ruote ad un’iniziativa economica, è una questione che già assume connotati di una gravità estrema. Se poi un episodio del genere si dovesse ripetere per cause o casi che riguardino le sorti della città, come, per esempio, l’approvazione di progetti di più ampia portata di qualsiasi cosa, faccio un’ipotesi, dovremmo subire i condizionamenti di una denuncia anonima o di un gruppo di potere o di pressione che quell’iniziativa che non condivide, che pertanto non potendosi o non sapendosi confrontare in Consiglio Comunale Conversano argomenti chiari, trasparenti, limpidi, intellettualmente onesti, noi dovremo subire questo, questa umiliazione. No.
Io di fronte ad atteggiamenti rimetterei anche il mio mandato, perché se non posso votare, se non posso discutere io non ci sto a fare nulla. Io non devo riscaldare una sedia, io non ho interesse a prendere parte ad un Consiglio Comunale, sia di maggioranza che minoranza, che non può discutere. Questo deve entrare, credo, in ciascun di noi. Sono convinto che questo sia patrimonio di tutti, però non scandalizziamoci se questo problema viene sollevato.
Nell’ordine del giorno al punto n. 3, tra le altre cose, si legge: «rileva il Consiglio Comunale (o rileverebbe, o vorrebbe rilevare, speriamo che non lo rilevi) che i principi etici e morali guidano le determinazioni di questa Amministrazione, la quale rifugge sempre da pratiche clientelari e esistenzialistiche, che qualcuno a torto ha anche evocato, ergendosi a moralizzatore», io non sono il moralizzatore di nessuno «senza verificare se dalla propria parte politica tutti siano nelle condizioni migliori per puntare il dito contro chicchessia». La questione relativa alla semplice agibilità democratica in questa città e in questo Consiglio Comunale viene mistificata, parlando di una persona che agiterebbe il dito. Io non solo il censore di nessuno; vorrei tanto essere il censore di me stesso. Non sono il censore di nessuno, non agito il dito contro nessuno, non faccio il moralizzatore per nessuno.
Voglio solo dire che noi dovremmo avere uno scatto d’orgoglio, che impedisca queste iniziative villane, codarde, che fanno male e che hanno fatto male alla città, hanno fatto male alle persone, hanno fatto male alla storia di questa città. Hanno fatto male a noi, che ancora parliamo con quella dietrologia, con quel retaggio. Noi ci dobbiamo liberare di questo fardello. Se denunce anonime ci sono state in passato, scusate, fanno schifo come queste. Non c'è nessuna differenza.
Allora, condividiamo uno scatto di orgoglio per questa città, perché questa città ha bisogno di un contributo sano, di un contributo onesto intellettualmente, di un contributi praticabile, realizzabile. Niente è possibile e sarà possibile se noi diventiamo preda di gruppi di potere, che invece di fare politica e di esprimere le proprie o e posizioni qui dentro, o in Giunta, o nelle scelte amministrative, fanno politica nascondendosi dietro a denunce anonime.
Questo era e questo è il contenuto di ciò che ho letto e questo era e questo è lo spirito della mia iniziativa. Per me il Sindaco Ferretti è una persona integerrima, tutti i Consiglieri Comunali sono persone integerrime, tutti gli Assessori. Io l’invito l’ho rivolto a tutti, non ho detto: «il Partito Democratico sarà il paladino», ma ho chiesto a voi Consiglieri, a lei Sindaco, a lei Presidente, a tutti gli Assessori e ai partiti politici di dare un contributo perché ciò non accada e, semmai dovesse accadere non si ragione di vincolo, no sia ragione di limitazione della libertà. Questo non lo accetterò mai, per questo io non sono disposto, a queste condizioni, a svolgere il mandato consiliare.
Voglio chiudere. Sono stato anche rimproverato di non aver comunicato la presidenza nel documento. Ve bene, è un peccato veniale dovuto, probabilmente, a fatto che ricopro per la prima volta la carica. Non è stata una mancanza di rispetto. Però, Presidente, mi consenta (come dice qualcuno che ha qualche ragione più di me per determinare le sorti di questo paese), lei ha ritirato lo stesso argomento dall’ordine del giorno del Consiglio precedente, probabilmente nell’attribuzione delle sue funzioni, ma sena dare la minima ragione. Un motivo, un perché ritirava l’argomento, non si è potuto discutere. Allora, signori, per me, che io non abbia comunicato preventivamente il documento è ragione di censura, ma che un argomento venga ritirato dal Consiglio Comunale sic et simpliciter, senza consentire che ne sia possibile la discussione, non è nemmeno un bel vedere. Questo solo per una questione di correttezza istituzionale, di rispetto reciproco, che in ogni caso non manca e non mancherà. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Carone. La volta scorsa ha avuto un garbato rimprovero, nulla di accusatorio, nella maniera più assoluta Consigliere Carone. Voglio solo precisare che, l’argomento è stato ritirato nelle sedute precedenti – ci sono i verbali che lo dicono – per approfondimenti tecnici.
Prego Consigliere Conte.
Consigliere CONTE
Grazie Presidente. Credo che, dal momento che abbiamo scomodato un Consiglio e i cittadini su un Consiglio monotematico, in cui si parla di moralità, io avrei già evitato questo termine perché non credo che tra di noi si debba già dubitare della moralità di questo Consiglio…
PRESIDENTE
Scusi Consigliere Conte se la interrompo, ma solo per comunicare che alle 16:40 è entrato in aula il Consigliere Malva.
Consigliere CONTE
(…) o della correttezza amministrativa. Non credo he ci siano tatticismi, perché di tatticismi non ne abbiamo bisogno, visto che non è il primo Consiglio monotematico che chi vi parla affronta su temi non uguali, ma simili. Sicuramente ci torniamo sempre a parlare delle stesse cose.
Diceva qualcuno, credente: «il male fatto a te è uguale fatto a me». Quindi, io personalmente mi sono mortificato quanto l’interessato, mi riferisco ad un Consigliere Comunale qui presente, quando è successo ciò che è successo. Vedete, questo non è il fatto assestante, ma è solo un episodio di un costume dilagante in questo paese e forse su questo dovremmo accentrare il nostro intervento. Ciò che succede in questo paese, non succede all’Amministrazione Ferretti, o all’Amministrazione Ardito, o altro.
Penso che paghiamo, sicuramente, lo scotto di un comportamento che anche noi, tra maggioranze e minoranze, una volta da una parte e una volta dall’altra, fra partiti, fra coalizione e anche fra Consiglieri, poi fra cittadini,dove parola anni abbiamo anche inventato un gioco, che era quello del volantino, quello del passare la notizia, quello del denigrare l’amico (non dico l’avversario) politico, a cui si sono costruiti vestiti secondo il proprio interesse. Questo certe volte ha fatto ridere o sorridere, ha fatto piacere quando succedeva a qualcuno, senza capire che questo gioco diventava perverso e vizioso, che prima o dopo poteva portare a queste cose. Porta poi a questo, ad autorizzare qualcuno, in modo vergognoso. Dico, se qualcosa non va e qualcosa non è stata fatta secondo i sani criteri della legislazione, ci sono tanti metodi per poter impedire questo. C'è l’Amministrazione, c'è il Prefetto, c'è, la Procura, dove, l’ultima cosa che ho sempre detto, un politico o un cittadino dovrebbe rivolgersi. Però, c'è da apprezzare anche chi ha coraggio a fare questo.
Questo oggi non avviene, perché ci nascondiamo o si nascondono dietro ad un volantino per mettere in crisi un sistema che è già di per sé in crisi. È inutile dire questa o quell’Amministrazione, perché questo è un paese che, purtroppo, soffre anche per queste vicende. Non ci confrontiamo mai serenamente su probi seri in questo Consiglio, dove dobbiamo affrontare quelli che sono i problemi per sbloccare grandi situazioni, troviamo sempre, da qua, da là, fra di noi, all’interno dei nostri partiti, difficoltà. Invece, credo che questa città abbia bisogno di trovare un pizzico e uno scatto di orgoglio, perché prima o dopo o usciamo dalle secche, ormai ci coprono le secche. Perché impossibile vedere una economia frenata in questo paese, dico: disoccupazione anche dilagante. Tutto il resto è il comun denominatore di quello che succede altrove, ma che forse qua ne soffriamo un po’ di più. Cioè, qua il problema è che, se dobbiamo discutere su un’iniziativa di grossa portata, cominciamo a dire se la vuole Forza Italia o se la vuole il PD, se la vuole l’UDC o se la vuole un altro, senza andare a valutare se questo porta dei benefici. Andiamo a vedere solo chi è il propositore di un’iniziativa, per fermarla in qualche modo; se non la si ferma con le buone, si cerca di fermarla con le cattive.
Ho preso la parola anche per un altro fatto molto semplice. Vedete, non voglio girare il coltello nella piaga, però dissi anche allora che, forse, quello che aveva detto il Consigliere Tommaso Carone era condivisibile, forse qualche passaggio era fatto, anche dettato dal momento, in modo più forte di quanto doveva essere. Devo dire una cosa, però, che qualcuno si è sbizzarrito anche a fare delle ipotesi, a indicare partiti e nomi; anche questo appartiene alla fantasia di qualcuno. Questo è ancora più grave se si conosce, eventualmente, l’origine di certe cose, avere il coraggio ed accusare direttamente, dando la possibilità agli altri di rispondere in un certo modo. Personalmente non mi tocca, altrimenti so i modi e i posti dove andare a far valere certe cose.
Forse, però, c'è una carenza di fondo anche a livello amministrativo. Forse si paga anche lo scotto di Amministrazioni precedenti, oggi li paga Ferretti, domani li potrebbe pagare un altro Sindaco, di una struttura che, purtroppo, per tanti motivi, si è attorcigliata su se stessa e oggi è carente in tante sue cose. Per cui, poi, si fanno anche degli errori, che possono portare ad amplificare delle situazioni che io, sinceramente, non vedevo di questa portata. Una situazione che si muove la Procura della Repubblica a mettere un fermo e poi a revocare su un qualcosa che, sicuramente, con un po’ di attenzione si sarebbe dovuto sistemare nel tempo o che comunque avremmo dovuto o dovremmo sistemare noi, non so quale sarà adesso la procedura, senza andare a fare quello che è successo allora e oggi fare un Consiglio monotematico su questa situazione.
Una situazione che, per quanto mi riguarda, non ci porta da nessuna parte. Non porta da nessuna parte né noi Consiglieri che siamo responsabili anche di quel numero di cittadini che ci hanno delegati a rappresentare loro. Forse, qualcuno pensa che noi stiamo qua, o il giorno dopo le elezioni ci mettiamo sulla sedia e diciamo: «tanto io sto qua, o a prendermi il gettone, o a litigare con l’amico, o a fare quattro chiacchiere», senza pensare che, invece, siamo deputati a rappresentare un certo numero di cittadini che ci hanno delegato a fare questo e a farlo nel migliore dei modi.
Allora, personalmente c'è la piena condanna verso questi gesti, ma soprattutto verso chi li incoraggia, perché sicuramente molti di questi non vengono spontaneamente. Ricordo qualche Amministrazione addietro, quando era un periodico il volantinaggio, si diceva di tutto e di più, andando a toccare la politica e il personale, ma anche gli affetti e tutto il resto. Questo era diventato un hobby, un passatempo, era diventato il parlare in piazza tra amici. Tutto questo invece di stroncarlo, qualcuno, forse, lo alimentava anche, pensando di affossare qualche Amministrazione in questo modo e così non è.
Penso, allora, che dobbiamo riacquisire noi il nostro ruolo, venire a fare qua il nostro dovere, affrontando quei problemi, perché di quei problemi ce ne sono tanti. Non è il problema che è successo al Consigliere, anche se sempre nei termini di legga va sanato. Dico sempre nei termini di legge, perché ciò che è fuori legge non mi trovare d’accordo, è inutile anche venire a dire: «andiamo, votiamo». Io non voto niente, perché questo non appartiene alla mia cultura.
Quindi, a volte le carenze burocratiche, i dirigenti, che forse spesso e volentieri non sono nemmeno all’altezza di compiti tanto importanti come son quelli di una Pubblica Amministrazione e forse scontiamo anche quelle che sono state le carenze del passato. Penso che dobbiamo, un po’ tutti, fare un mea culpa, darci una mano a vicenda per ciò che riguarda la Pubblica Amministrazione, nel senso ciò che può essere a vantaggio dei cittadini e della cittadinanza. Poi, dobbiamo evitare che tutto questo succeda, perché non vedo e non posso vedere eventualmente una amoralità. All’interno dell’Amministrazione posso vedere in certi momenti una condivisione di alcuni atteggiamenti e chi mi conosce sa che, spesso e volentieri, sono anche critico in certe situazioni. Posso vedere questo, perché nel momento in cui non ci fosse moralità a questo punto dobbiamo prendere altri provvedimenti, come dice il capogruppo dell’UDC, ma tutti noi, come lui, lasciare tutto e andare via, perché a questo punto vuol dire che non ci sono le condizioni per andare avanti.
Per quanto mi riguarda, concludo dicendo che non ho condiviso quello che è successo perché è avvenuto in un modo anormale, non l’ho condiviso perché non abbiamo potuto sanare, almeno a livello di Consiglio, una situazione, non l’ho condiviso perché queste sono delle reazioni a catena, questa ne ha scatenato e ne può scatenare altre. Non condivido nemmeno che si debba parlare qua, in questo Consiglio, di non moralità, altrimenti veramente avremmo toccato il fondo.
Sentivo un ordine del giorno. Questo è un parere mio personale, perché stamattina non sono passato a vedere in cartella, quindi non sapevo che c’era un ordine del giorno così articolato, ma non credo se sia possibile che il Consiglio debba approvare un ordine del giorno. Penso che, una volta fatto un dibattito sereno all’interno, fra di noi, credo che questo la legge c lo consente, chiarito, espressi i propri parerei non credo che ci sia bisogno di un ordine del giorno da approvare e da mandare a chi non l’ho capito e per dire cosa. Il problema è che l’ordine del giorno lo dobbiamo fare a noi stessi, ognuno deve fare un atto di coscienza e metterci in condizioni che queste cose non succedano più. Questo è quanto.
Concludo dicendo che, non vedo il motivo di portare in approvazione un ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Conte Egidio. Prego Consigliere Caniglia Glauco.
Consigliere Glauco CANIGLIA
Grazie Presidente. Cercherò di fare alcune riflessioni in maniera molto pacata, perché lo spirito di questo Consiglio Comunale deve essere quello di confrontarci liberamente, nel rispetto del pensiero di tutti. Intanto voglio dire che la maggioranza, o comunque un gruppo di Consiglieri della maggioranza, ha preso sul serio la richiesta pervenuta dal Consigliere Tommaso Carone, ha preso sul serio il documento che è stato letto in questo Consiglio Comunale e così come si chiedeva in quel documento, di fare un Consiglio monotematico sulle questioni ivi risollevate, si è pensato di chiedere un Consiglio Comunale monotematico.
Stiamo attenti, però, a parlare di tatticismi, perché i Consiglieri di maggioranza che hanno chiesto il Consiglio monotematico si sono espressi. Nel momento in cui si è cominciato questo Consiglio Comunale un rappresentante di questi Consiglieri, il Consigliere Almiento, ha parlato a nome di questi Consiglieri e ha presentato anche un documento, condivisibile o meno, come condivisibile o meno è il documento che è stato illustrato qui nello scorso Consiglio Comunale dal Consigliere Carone.
Sinceramente, mi sento di ringraziare il Consigliere Carone, perché comunque ha sollevato una questione. È un’esortazione, sulla quale tutti dobbiamo riflettere. Sono convinto della buonafede di questa esortazione che è venuta dal Consigliere Carone, perché, tra l’altro, lo sanno bene tutti, lo stimo come persona e come amico, a prescindere dai ruoli istituzionali che abbiamo e del fatto che ci troviamo su banchi opposti all’interno di questo Consiglio Comunale. Non condivido, però (questo penso che mi sia consentito), molte delle cose che afferma in quel documento.
Sono d’accordo quando diciamo che dobbiamo smetterla non solo con le denunce anonime, ma direi proprio con l’uso della denuncia penale come strumento di lotta politica, perché questo ha portato alla barbarie in questa città e non oggi, purtroppo da 20 anni a questa parte. Forse è il momento di cominciare a riflettere su questo e di cominciare a dirci, apertamente, che dobbiamo tornare alla politica. Quando si delega alle Procure, la politica ci perde, siamo tutti a perderci. Forse dobbiamo smetterla con questa cultura giustizialista che vige da un po’ di tempo in Italia, e ad Oria, chissà perché, le cose sono vissute in maniera sempre più estrema rispetto alla tendenza, che comunque è una tendenza nazionale.
Ancora oggi arrivano centinaia di esposti anonimi contro gli amministratori, contro i Consiglieri Comunali di maggioranza. Oggi non c'è un amministratore o un impiegato comunale che non vive nel terrore delle indagini e delle procure. Forse è di questo che dobbiamo cominciare a discutere, perché sin quando noi deleghiamo alle Procure e pensiamo di poter fare politica con le denunce, allora politica in maniera seria, vera, amministrazione non ce ne sarà mai, perché tutti abbiamo paura di tutti, si vive nella cultura del sospetto, si vive nella dietrologia, come ha detto il Consigliere Almiento.
Ovviamente, il Consigliere Tommaso Carone sta da molto tempo meno di me in Consiglio Comunale, però alcuni fatti probabilmente gi sfuggono. Voglio, però, ricordare che qualche anno fa io e il Consigliere Viapiana abbiamo ricevuto, protocollate al Protocollo del Comune, delle lettere anonime, che ci minacciavano di pallottole in bocca, dovevamo stare zitti. Questo è il livello di intimidazione che è sempre stato attorno al Consiglio Comunale e alla politica.
Devo ricordare che, un Consigliere Comunale in quest’ala, durante l’Amministrazione Moretto, portò un esposto anonimo e lo lesse in Consiglio Comunale. Era un esposto anonimo contro un Assessore della Giunta Moretto. Questo è stato il modo di are politica e questa cultura ancora non ce la siamo scrollata di dosso.
Dobbiamo anche ricordare che il Sindaco qualche mese fa è stato messo alla berlina sui giornali, solo perché ha ripreso un impiegato comunale che stava facendo altro nei locali comunali. Non solo è stato preso alla berlina sui giornali, ma è stato anche denunciato penalmente e nessuno si è mai preoccupato di venire in quest’aula non solo a dare solidarietà al Sindaco, non solo alla persona, ma alla carica istituzionale. Io ringrazio da questo punto di vista il Consigliere Tommaso Carone, perché è il momento di fare una riflessione generale, perché non possiamo accettare – scusami Tommaso, te lo dico anche come amico – un documento che solleva una questione vera e reale, ma che ci viene presentato come un documento di parte. Vieni qui, lo leggi in Consiglio Comunale come documento di un gruppo politico, dopo un giorno si trova su tutta la stampa.
Secondo me, se si devono sollevare delle questioni che riguardano l’intero Consiglio Comunale, forse è il caso… perché poi è ovvio che se un documento lo presenta una parte politica, un altro documento lo presenta questa parte politica e ognuno dà una sua lettura della vicenda. Se, invece, il metodo che ci diamo o che ci vogliamo dare è un altro, veniamo qui e chiediamo di incontrarci, di riflettere per concordare su un documento comune o sulle azioni comuni da intraprendere contro certe metodologie, allora, forse, questa esortazione non avrebbe avuto i connotati politici di parte politica che oggi io, per esempio, vedo. Forse sbaglio, ma io vedo. Perché quando si scrive su un documento – l’ho sottolineato qui – che, «non può più essere tollerato l’uso spregiudicato di metodi clientelari ed assistenzialistici», si sta dicendo una cosa molto pesante, è un’accusa contro questa Giunta, questa maggioranza, che non centra nulla con quello che è accaduto. Quando si fa un’allusione più o meno celata sul fatto che la questione riguardava il giovane Marinò, Consigliere Comunale non più di maggioranza (a parte che è tutto da vedere se non è più di maggioranza) e forse si tratta di qualcuno che ha voluto punire qualcuno, c'è anche questo passaggio, sono allusioni che non fanno bene a smorzare questo clima di tensione, di veleno che viviamo a Oria da un sacco di tempo.
Faccio solo un passaggio. In questo Consiglio Comunale, sino a poco tempo, si è parlato anche di smaltimento dei rifiuti e mi pare, sempre sul discorso che molto spesso deleghiamo le nostre prerogative alla Procura e all’azione penale, c'è stata anche una denuncia da parte di un gruppo consiliare al Sindaco per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Mi pare che sia accaduto anche questo, quanto meno è stata proclamata questa cosa sui giornali.
Consigliere CARONE
Vorrei che fossi più preciso, perché il gruppo di cui faccio parte non ha fatto nessuna denuncia.
Consigliere Glauco CANIGLIA
C’erano delle foto sui giornali che riguardavano i cassonetti per le strade e c’era anche una chiara manifestazione di inviare tutto alla Procura della Repubblica, dopodichè ci dirà il Sindaco se questo è avvenuto o meno.
Consigliere CARONE
Me ne dissocio pubblicamente.
PRESIDENTE
Scusate se intervengo, ma voglio precisare. Qualche seduta fa del Consiglio Comunale mi pare che fu il Consigliere D'Ippolito a presentare un’interrogazione. Prego Consigliere Caniglia.
Consigliere Glauco CANIGLIA
Comunque dobbiamo fare uno sforzo, tutti insieme, per voltare pagina e cominciare, probabilmente, con una stagione nuova. Una stagione in cui la politica possa avere un ruolo alto.
Il tema vero, reale che si solleva con il documento del Consigliere Tommaso Carone è – lo ha detto lui – il fatto che il Consiglio Comunale sarebbe stato limitato nella sua libertà di autodeterminazione. Questo può essere vero, nel senso che io lo dico, perché io sono stato uno di quelli. Qualche giorno prima di andare in Consiglio Comunale abbiamo fatto una riunione di maggioranza, lo dico apertamente, sono stato uno di quelli che si è battuto perché la questione si potesse risolvere nella maniera più pacifica e più semplice nel Consiglio Comunale che si doveva tenere quel giorno, perché è normale che qualche Consigliere Comunale potesse avere dei dubbi. Questo credo che sia una cosa pacifica. Anche perché non è che a questo punto dobbiamo dire che, addirittura, alcuni Consiglieri o la maggioranza ha voluto creare un problema. Il problema c’era. Purtroppo, sicuramente in buonafede, perché ho grande stima del mio amico Marinò, però c’era un’irregolarità. Per il solo fatto che si chieda al Consiglio Comunale di sanarlo, c’era un’irregolarità. Sono convinto che quell’irregolarità andava sanata, però qualcuno non si sentiva di assumersi questa responsabilità. Perché nel momento un cui c'è un’irregolarità qualcuno può dire: «perché mi devo assumere io questa responsabilità, posso correre dei rischi, posso vederla diversamente».
Facemmo una riunione di maggioranza (e stiamo parlando alla luce del sole), queste cose furono sviscerate, ci eravamo convinti, io ero uno dei più convinti, che quella cosa andava risolta. Sono uno di quelli che più di tutti si è incazzato, forse, quando ha visto arrivare quella lettera anonima. Però, non posso accettare quando si dice che quella lettera anonima l’ha fatta qualcuno vicino alle del potere. Poi, vorrei capire quale potere si amministra in questo Comune, perché anche qui ci sarebbe da aprire una parentesi.
Guardate, del fatto che la maggioranza si fosse convinta di sanare quella questione, lo sapevamo tutti, non era un mistero. Quindi, chiunque poteva fare arrivare la lettera anonima quella mattina. Ma dire che, addirittura, siamo limitati nella nostra libertà, è dire tanto. Mi sembra, a volte, come se stiamo descrivendo Oria un paese in cui c'è la mafia olandranghete e stanno fuori con i fucili perché noi non possiamo deliberare liberamente. Cioè, stiamo attenti anche. Allora, va bene la questione, facciamo una riflessione, ma dire che non siamo liberi di autodeterminarci mi sembra un po’ troppo, onestamente.
Fermo restando che quel giorno è arrivata la denuncia, non si voleva deliberare quel giorno, siamo stati tutti convinti che era il caso di rinviarla. Qualsiasi gruppo politico può raccogliere le firme e chiedere al Presidente del Consiglio di riportarla in Consiglio Comunale; questa cosa non è vitata a nessuno. Quindi, dobbiamo avere il coraggio, fino in fondo, di esplicare la nostra funzione, se uno ha l’idea che una cosa è giusta, la deve perorare avanti. Questo significa fare gli eroi, perché altrimenti devo dire che io è il Consigliere Viapiana siamo stati eroi, perché con quella lettera che ci è arrivata abbiamo continuato a fare i Consiglieri Comunali.
Quindi, il documento che è stato presentato rappresenta la posizione di alcuni Consiglieri di maggioranza, che si sono espressi sulla questione sollevata in questo Consiglio Comunale, ma che hanno voluto dare una visione politica della questione, perché ci è sembrato che politico è stato il documento presentato in questo Consiglio. Voglio dire di più. Che probabilmente un argomento di lieve importanza, lo si è montato politicamente, sino a farlo diventare un caso anche mediatico. Questo non fa bene a nessuno, non fa bene ad Oria, non fa bene agli interessati, non fa bene a nessuno. Probabilmente dobbiamo, anche da questo punto di vista, farci un esame di coscienza. Perché ognuno la può leggere come vuole, un’illegittimità, un abuso, io dico un’irregolarità, fatta in buonafede, doveva essere trattata per quello che era, un’irregolarità. Poi, il Consiglio Comunale se ritiene di risanarla, lo fa, se ritiene di non farlo, non lo fa, ovviamente non è nemmeno obbligato, ognuno segue la propria strada.
Raccolgo l’esortazione che viene dal Consigliere Tommaso Carone. Ritengo che, probabilmente, non è con questo Consiglio Comunale che si esaurisce il tema, ma facciamo uno sforzo comune affinché nella vita politica di questa città si cominci a respirare un’aria nuova, un’aria diversa, un’aria di rispetto reciproco, pur nelle diverse posizioni politiche. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Caniglia Glauco. Prego Consigliere D'Ippolito. È l’ultimo intervento prenotato.
Consigliere D'IPPOLITO
Cittadini buonasera. Sindaco, Presidente e signori Consiglieri. L’amico Glauco ritiene di non condividere il documento perché fazioso, appartenente a questa parte politica, per cui molte delle cose non sono condivisibili. Sinceramente, anch’io, leggendo l’ordine del giorno dove rileva l’Amministrazione un’attività trasparente, imparziale e quindi sotto il profilo morale non dovrebbe fare una piega. Io, però, ritengo che in questo documento, almeno per quanto mi riguarda, questo movimento politico non ritiene che le cose stiano veramente così, specie sotto il punto di vista dell’imparzialità e della trasparenza, se dobbiamo parlare di moralità e trasparenza.
Voglio fare un appunto circa la questione più volte rinviata da questo Consiglio Comunale. Credo che il punto si sarebbe dovuto già risolvere prima che succedesse quello che è successo, ma credo che l’Amministrazione, così come più volte si è verificato, è stata vittima dell’undicesimo Consigliere Comunale, perché ha minacciato l’Amministrazione di uscire dalla maggioranza se quel punto all’ordine del giorno venisse trattato. Bisogna dire le cose come stanno, e le cose credo che stiamo proprio come ho innanzi detto. Voglio mettere un punto. Per cui, si è sollevato un polverone.
Io ero già in Commissione quando c’era qualche forza politica che remava contro, e quella stessa forza politica ha fatto sollevare un problema che l’ha fatto diventare enorme, quando in realtà si tratta di una banalità. Ci sono altri casi del genere che altre Amministrazioni hanno già sanato. Per cui, non c’era niente di così anomalo da far scoppiare quello che è successo.
Comunque, veniamo alla moralità e alla correttezza dell’azione amministrativa. Vorrei dire che, se dobbiamo parlare di moralità, vuol dire avere una condotta amministrativa conforme alle regole e mantenere buone relazioni, al fine di evitare la disapprovazione degli altri. Credo che, a distanza di soli due anni di attività dell’Amministrazione Ferretti questo non si è verificato, perché se dobbiamo parlare di correttezza voglio fare due esempi di quello che è successo in questi anni. Cioè, per esempio, tenere un bando di concorso, per il servizio civile, nascosto fino a non poterne fare più a meno, questo vuol dire essere trasparenti? Sto parlando di trasparenza.
Interviene il Consigliere Glauco CANIGLIA fuori microfono
Consigliere D'IPPOLITO
Non è falsità. Avete sollevato voi la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa. La correttezza dell’azione amministrativa qual è, far venire una ditta per poter assegnare punteggi e poi sbagliare le graduatorie? Questa è correttezza? Non ha sbagliato? Tanto è vero che la graduatoria è stata rifatta, non è cambiata nella sostanza ma è stata rifatta. Questa non è correttezza e trasparenza amministrativa.
Poi, di correttezza e trasparenza amministrativa qui ha parlato, per la prima volta, una forza di maggioranza, Forza Italia. Ve lo siete scordati il comizio dell’On.le Vitali in piazza, dove puntava il dito contro la non trasparenza dell’azione del Sindaco Ferretti? Vi siete dimenticati quando avete nominato i direttore generale che escludeva tutti coloro che avevano la laurea in giurisprudenza e quindi avete fatto i bandi di concorso ad hoc? Prima avete selezionato il personale e poi avete fatto i bandi. Per dirne un altro, il dott. Fanuzzi. Avete fatto anche qui il bando ad personam. Questa è trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa? Sette anni di esperienza, chiedeva il bando.
Mettiamo a verbale, io dico solo la verità, ci sono gli atti. Stiamo registrando. Questa è correttezza dell’azione amministrativa.
Interviene il Consigliere Glauco CANIGLIA fuori microfono
Consigliere D'IPPOLITO
Consigliere Caniglia, io mi fermo al Consiglio Comunale. Io dico le cose al Consiglio Comunale e mi fermo al Consiglio Comunale non faccio come altri che vanno oltre. Mi piace discutere con te, come ho discusso con te su altre cose con il Consigliere Almiento. Abbiamo avuto una pacata discussione, amichevole e credo che abbiamo condiviso molti punti insieme, adesso non li stiamo più convenendo? Sto dicendo solo le cose come stanno. Se vogliamo parlare di Amministrazione corretta, questa è trasparenza e correttezza? Cioè, io ho preso spunto da questo punto all’ordine del giorno, mi voglio fermare qui perché vedo che gli animi si stanno riscaldando e non voglio accendere il clima e farlo infuocato, perché mi invitate sempre a dire cose che non voglio dire.
Quindi, credo che questa mia dichiarazione debba essere anche una dichiarazione del nostro partito, di non condividere il documento che avete predisposto circa la correttezza e la trasparenza dell’azione amministrativa. Mi voglio fermare qua. Poi qualcuno minaccia e dice: «registra», questo è il clima: di istigare sempre.
Interviene il Consigliere VIAPIANA fuori microfono
Consigliere D'IPPOLITO
Io non ho mai minacciato nessuno. Voglio chiudere la discussione, perché vedo che si animano e non porta a nessuna parte. Non voglio mettere altre istigazioni, altro fuoco, pertanto mi fermo qui con il mio intervento. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere D'Ippolito. Sono terminati gli interventi da parte dei Consiglieri e passo la parola al Sindaco per l’intervento conclusivo.
SINDACO
Come spesso accade, ci sono alcuni interventi che rompono anche l’atmosfera di come si stava conducendo la serata. Questa è la politica di Oria, cari cittadini. Mi sembra di ritornare ad un anno e sei mesi fa, quando in campagna elettorale da quel pulpito c’erano volantini, lettere anonime, insinuazioni, tutto quello che vogliamo dall’ex DS, ora non so, perché vi siete modificati.
Vedete, stasera si stava parlando, me ne dispiace che se ne è andato il Consigliere Almiento, perché proprio lui, che è uno di quelle colonne che sta sostenendo questa maggioranza, insieme a tanti altri, l’altra volta ha fatto questa affermazione per dire se questa è la politica ad Oria, io me ne vado. Ebbene, gli ho detto al Consigliere Antonio: se le persone come te se ne vanno, facciamo il gioco di quelle persone che vogliono questo, perché è stato così per 20 o 30 anni a Oria. Perché le persone perbene, perché non avevano potere amministrativo, non avevano forza politica non hanno potuto imporsi e far sì che queste persone venissero allontanate.
Stasera ero contento di come si stava conducendo questo Consiglio, però, purtroppo, questo ultimo intervento mi ha amareggiato. Così come mi ha amareggiato, caro Consigliere Tommaso Carone, il 22 gennaio, quando hai presentato quel documento senza degnarti di avvisare il Sindaco. Sindaco che sulla questione, tu lo sapevi bene, si era impegnato e prodigato personalmente, tanto è vero che, l’ultimo Consiglio Comunale era stato da me richiesto al Presidente. Tanto è vero che, se non sbaglio, il Presidente lo convocò senza conferenza dei capigruppo, perché serviva a farlo prima di un certo periodo di tempo per non far fare un certo ricorso amministrativo.
Quindi, tu sapevi questo Sindaco quanto si era prodigato per questo argomento, perché, come ha detto qualcuno, questo argomento è stato sopravalutato nella sua questione, nella sua essenza. Il problema più grave, che a me dispiace è che ancora, dopo tre sedute di Consiglio Comunale, quest’argomento non è stato affrontato, come non è stato affrontato per bene nella Commissione, caro Consigliere Tommaso Carone. Quindi, tre sedute di Consiglio Comunale, è stato ritirato, alla terza è successo quello che è successo, due sedute di Commissione, non mesi di Commissioni, ma nell’argomento non si è mai andati in fondo.
Allora, diciamo qual è la realtà di questo argomento. Qualcuno oggi mi diceva: «stai attento all’entrare nell’argomento», ma di che devo stare attento io? Qua la verità è una sola, che, sicuramente in buonafede, il tecnico che ha redatto… Scusami, Consigliere, alla stampa è apparso di una fantomatica permuta, ma quale permuta? Mi dite quale permuta c'è stata con questa particella in questione? Non c'è stata mai nessuna permuta. Il problema è nato sicuramente da quando hanno dovuto fare l’accatastamento o la trascrizione del notaio. Questa è la verità. Si era inserito nel progetto una particella, un relitto stradale che si poteva tranquillamente dare al proprietario, cosa che non è stata né richiesta né fatta. Queste sono le verità di questa Oria, che si tratta l’argomento come se dietro ci fosse chissà che cosa, come se il Sindaco avesse interesse a bloccarlo perché dovevamo dare fastidio al Consigliere Marinò. L’argomento non l’ha creato quest’Amministrazione, ma l’ha cerato in parte, quando scopriamo che un frazionamento di tanti anni fa ancora non è stato portato a termine. Qui non c’entrano le Amministrazioni, qui c’entrano gli uffici che non hanno funzionato. Ma quella particella, di cui si parla, non entrava in questa permuta. Quindi, non diciamo fesserie e affrontiamo i problemi per quello che sono, come non si sono affrontati in Commissione. Perché se questo problema si fosse affrontato in tutti i suoi aspetti in Commissione – con questo non voglio addossare responsabilità a nessuno – chi avrebbe potuto dire qualcosa in contrario? A chi poteva interessare sei metri quadrati di terra, quando non ci sono problemi alla viabilità, non c’era niente? Però la strada non era quella, è stato fatto un errore che ancora c'è, perché quella particella andava alienata. Mi sto imparando anche queste cose; non sono un geometra, non sono un architetto, ma mi sto imparando anche queste cose.
Quindi, abbiamo fatto un processo, abbiamo messo in mezzo la Procura con esposti anonimi, cosa che io condanno. Gli esposti anonimi non vengono solo, come si vuole insinuare, da una parte, perché sono convinto che vengano anche da altre parti. La realtà è questa signori miei. Il problema non è stato affrontato per bene. Ci è stato un vizio iniziale, un’illegittimità iniziale, che poi si è voluta risolvere con il Consiglio Comunale. Cosa che si poteva anche arrivare a fare, ma dopo una trafila.
Voci in aula
SINDACO
Avete sbagliato a parlare dell’intervento di Caniglia e non a parlare dell’argomento.
Poi si sono messi in mezzo un forza politica, l’undicesimo, il dodicesimo, il tredicesimo, il quattordicesimo. Questo è il modo di fare politica ad Oria e questo ci meritiamo, perché a Oria vigeva e vige tutt’ora che nessuno può toccare nessuno, cioè, dobbiamo starci zitti se ci sono illegittimità, inadempienze. Questo è il problema.
Scusate, quando mi sono insediato un anno e mezzo fa e mi avete criticato, il comportamento dell’opposizione era che presentava le interrogazioni prima su “Senza Colonne” e poi in Consiglio Comunale, e io ho avuto da protestare dicendo: «se è un problema che possiamo ragionarci insieme, perché dovete usare questa procedura?». Visibilità? E la visibilità ce l’avete se non risolviamo il problema insieme, grazie all’opposizione? Chi vi ha mai negato collaborazione o altro?
Interviene il Consigliere D'IPPOLITO fuori microfono
SINDACO
Quindi, stasera sono rammaricato ma non mi fermo, a meno che, come qualcuno diceva, l’undicesimo viene meno, quindi mi ferma qualche altro ma io non mi fermo finché mi dà la forza il Signore, perché qualcuno dice: «ma chi te lo fa fare?». Non mi fermo proprio per quelle parole che l’altro giorno il Consigliere Almiento ha detto: «non è questo il modo di fare politica», dobbiamo cominciare a ragionare tutti. Al nostro paese tutti gli vogliamo bene a parole, ma nei fatti no, solo perché una vola tocchiamo l’amico di quello, una volta tocchiamo l’amico dell’altro. Ma vi sembra normale che i Consiglieri devono venire a chiedere cose per le persone perché gli uffici non funzionano? Vi sembra normale? No, che non è normale. Vi sembra normale che oggi un Consigliere si deve andare ad informare se quell’assunzione è stata fatta bene, se non è stata fatta bene la manda alla Procura? È come se io mi fossi assunto mia sorella o mia figlia, ma vi rendevate conto di come stava l’anagrafe qualche mese fa? Vi rendete conto come stanno gli altri uffici, come sta l’ufficio tecnico?
Allora, discutiamo effettivamente di come è la situazione amministrativa. Pensavo avessi fatto la richiesta di intervento per dire chissà che cosa, ma hai detto qualche cosa sull’intervento di Caniglia. Questo è il tatticismo, Consigliere Carone Tommaso. Voi avete chiesto un Consiglio monotematico, c’era scritto: «potrà essere convocato un Consiglio monotematico», sta scritto su questo documento, o forse non l’hai scritto tu, D'Ippolito. Allora, mi sono proposto, dicendo al Presidente del Consiglio: «facciamo questo Consiglio monotematico», perché è giusto che se ne parli.
Le lettere anonime. Questo è un male da 25, 30 anni in questo Comune e sappiamo tutti da dove vengono, ma il problema è che la politica di questo paese è ancora oggi di livelli molto, molto bassi, da una parte e dall’altra. Io non sto dicendo da una parte. Se non maturiamo, se non affrontiamo i problemi, invece di stare a pensare se per l’area vasta sono stato convocato o se ho convocato quel geometra. Dobbiamo lavorare per il paese. Qualcuno mi dovrà dire solo se io un domani ho approfittato di questa situazione, di essere Sindaco, per avere dei vantaggi personali, per aver assunto una mia parente. Se non ci sono questi problemi, di cosa mi devo preoccupare io? Vi rendete conto di come abbiamo affrontato quella questione che era vitale per il paese di Oria, che riguarda la rideterminazione del canone dei rifiuti? Vi rendete conto che per la prima volta ad Oria c'è stata un’Amministrazione responsabile, che si è fatta carico di un problema che non era suo? Da 20 anni a questa parte esisteva quel problema e abbiamo avuto anche il passato che poteva insegnarci di quello che il Comune ha subito. Abbiamo pagato, voi stessi avete deliberato, 750 mila euro la prima trance e speriamo che ci vada bene nel futuro. Questo non insegna niente?
Ricordiamoci che chi opera nella vita in una certa maniera, opera dappertutto, anche nella politica. Potete stare tranquilli di questo, è così. Ecco perché io ritengo che non era l’ordine del giorno in sé per sé come è stato formulato. Oggi, sì, lo dobbiamo votare, Consigliere Egidio. Io ritengo che lo dobbiamo votare, perché questo Consiglio deve prendere atto di questo ordine del giorno. Dobbiamo votarlo, perché è giusto che il Consigliere Almiento ha acconsentito ad una richiesta fatta dall’opposizione.
Vi chiedo scusa per il mio tono di voce. Mi ero riproposto che il tono di voce stasera doveva essere diverso, purtroppo, però, l’ultimo intervento mi ha fatto cambiare anche questo. Ci tengo tantissimo a ristabilire le sorti di questa città, ve lo dico veramente di cuore, e ci stiamo impegnando come non mai, nonostante questa Amministrazione non abbia a disposizione – questo lo sanno tutti – una macchina amministrativa. Poi ci mettiamo che alcuni uffici non funzionano, o non vogliono funzionare, o pensano di essere a casa loro, perché qua qualcuno pensava così. Ci ricordate i primi mesi quando si andava al bar? È come se stiamo in piazza tutte le mattine. È risaputo che qui ci sono impiegati che timbravano e timbrano e se ne vanno. Se succede qualcosa a qualcuno, poi, non ci possiamo fare nulla. Ma perché mi devo stare zitto e non dire queste cose? Ma perché dovevo stare zitto e non lamentarmi che si andava al bar tre o quattro al giorno? Veniva il Consigliere, veniva l’amico del Consigliere, veniva il parente, veniva il funzionario o altro. Che schifo è questo? Oppure, si entra negli uffici e si spaparacchia, e la dignità? Questa è un’istituzione. Oppure, si va nell’ufficio tecnico, si va dall’altra parte e poi io mi devo anche stare zitto. Vi rendete conto che se andiamo in un altro Comune non ci comportiamo alla stessa maniera? Come le macchine parcheggiate in divieto di sosta. Tutti diciamo che, se andiamo a Francavilla non la parcheggiamo in divieto, ma nessuno fa ad Oria questo. Perché mi devo stare zitto se io non sopporto vedere tecnici o altri all’ufficio tecnico che entrano nelle stanze. Non lo sopporto. Perché se io vado all’I.N.P.S. mi fanno rimanere davanti allo sportello, se io vado al Comune di Brindisi non entro nella stanza dall’altra parte, ma stiamo scherzando?
A tutto c'è un limite e io sono sempre il cane che abbaia ma non morde, perché, stai tranquillo, non ho mai fatto nessuna lettera anonima, nessun esposto, mai niente. Anzi, come diceva Almiento, ho sempre condannato questo modo di fare. Comunque, al bar non si va più, già un risultato lo abbiamo ottenuto. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Sindaco. Prima di passare all’appello e quindi alla votazione, leggo l’ordine del giorno che è stato redatto e inserito nel fascicolo.
Il Presidente legge l’ordine del giorno che è allegato agli atti dell’Amministrazione.
PRESIDENTE
Questo è l’ordine del giorno predisposto, passo all’appello. Prego.
Consigliere CARONE
Presidente, a nome di questo gruppo comunico la dichiarazione di votare contro questo documento, perché è un documento di natura politica e di parte, che dimostra che lo spirito con il quale questo documento è stato proposto non è stato, assolutamente, colto. Spirito già chiaro nel documento e ulteriormente specificato e illustrato dal sottoscritto nel primo intervento di questo Consiglio Comunale. Questo è solo un documento politico, perché non si è ritenuto di condividere le preoccupazioni sollevate, perché nessuno si erge giudice e censore dell’Amministrazione, nessuno vuol dire che le denunce anonime o, comunque, il clima di sospetto sono condivise, attuate o pensate dall’Amministrazione. Sono cose che, assolutamente, non hanno senso e non sono state dette da questa parte.
La maggioranza, tranne due interventi, non intende, evidentemente, con questo documento condividere il problema sollevato. Prova ne sia il fatto che il Sindaco ha fatto un intervento di esclusiva propaganda, parlando del merito del problema che non è all’ordine del giorno. Il problema si affronta mettendolo all’ordine del giorno in un Consiglio Comunale. Lo vogliamo convocare, lo convochiamo e lo convocheremo, ne discuteremo. Ha sorvolato sul problema, ha solo incensato se stesso e, addirittura, ha detto che denunce anonime sono arrivate da questo pulpito, contro di lui, in campagna elettorale. Questo non è vero, perché questo pulpito non ha mai fatto denunce anonime contro nessuno. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Carone. Ci sono altri interventi per dichiarazioni di voto? No. Passiamo all’appello.
Il signor Presidente esegue l'appello. Risultano presenti nr 17 Consiglieri su nr 21 eletti.
PRESIDENTE
Gli assenti sono i Consiglieri: Fullone, Almiento, Marinò Giancarlo, Malva e Pomarico. Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno.
Non essendoci ulteriori richieste di intervento, il sig. Presidente pone in votazione palese, per alzata di mano, l'argomento in oggetto segnato, che viene approvato.
PRESIDENTE
L’ordine del giorno è approvato con 11 voti favorevoli, 3 voti contrari e 2 astenuti.
Il Consiglio Comunale si conclude alla ore 18:05. Buonasera a tutti.
I lavori del Consiglio Comunale sono terminati alle ore 18:05
Seduta Consiliare del 08 FEBBRAIO 2008 – Convocazione ore 16:00 – Inizio ore 16:25
“Correttezza e moralità dell’azione amministrativa”
PRESIDENTE
Buonasera a tutti, sono le ore 16:25 di venerdì 8 febbraio 2008, cominciamo i lavori di questo Consiglio Comunale.
Il signor Presidente esegue l'appello. Risultano presenti nr 17 Consiglieri su nr 21 eletti.
PRESIDENTE
Sono assenti solo due Consiglieri, precisamente: Malva e Pomarico.
L’argomento in discussione, in forma monotematica di questo Consiglio Comunale, è scaturito dall’intervento del Consigliere Carone Tommaso, del gruppo politico dell’Ulivo, nella seduta del 22 gennaio u.s. I gruppi politici della maggioranza, con nota del 25 gennaio 2008, hanno richiesto a questa presidenza del Consiglio, la convocazione del Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 33.3 del vigente statuto del Comune. La richiesta è stata sottoscritta da 6 Consiglieri, e precisamente da: Almiento, Conte, Caniglia Glauco, Italiano, Ponticelli e Pasulo.
Nei tempi dovuti, pertanto, è stato depositato agli atti del fascicolo un ordine del giorno che il Consiglio Comunale oggi è chiamato a discutere. attesa la delicatezza dell’argomento, invito i Consiglieri Comunali che intendono prendere la parola a rimanere nell’alveo di un sereno dibattito.
Cedo la parola al primo firmatario della proposta di convocazione di questo Consiglio Comunale, che è il Consigliere Almiento. Prego.
Consigliere Antonio ALMIENTO
Presidente, Consiglieri, Assessori e cittadinanza qui convenuta. Parlo per primo, anche perché, purtroppo, alcune incombenze di lavoro mi obbligano a prendere in questo momento la parola e mi porteranno, a breve, ad allontanarmi dall’aula. Ribadendo e affermando ancor una volta quello che ho già anticipato nel Consiglio Comunale del 22 gennaio 2008, anche a titolo esclusivamente personale, ho ritenuto, a questo punto seguito del Consigliere amico Tommaso Carone, insieme ad altri Consiglieri, di voler qui riunire il Consiglio Comunale per affrontare una questione monotematica che era stata sollevata a seguito dell’intervento del Consigliere Carone.
Vorrei, prima di tutto, precisare, e glielo devo, all’amico Tommaso che, nelle motivazioni che hanno sotteso la richiesta di Consiglio, dove si dice: «nel documento medesimo», riferito al documento letto dal Consigliere Carone «emergono elementi ed affermazioni che contribuiscono ad accrescere il clima di tensione, nocendo, di fatto, alla serena attività amministrativa dell’istituzione comunale», è chiaro che in questo si voleva evidenziare che si condividevano le preoccupazioni, le amarezze, le ansie che io ho stesso ho condiviso e che continuo a condividere, del Consigliere Carone, che ha letto, penso, in rappresentanza del suo gruppo, questo documento. Tuttavia, era chiaro che si evidenziavano anche dei passaggi che, probabilmente, andavano un po’ oltre le giuste preoccupazioni per una modalità di fare politica in questa città e in questo paese, che effettivamente va al di là del sereno dibattito politico, del contraddittorio delle parti, del confrontarsi, delle riunioni consiliari e delle Commissioni.
Quindi, è ed era chiaro che, la preoccupazione riguardava il protrarsi, purtroppo, il continuare in questa modalità occulta di affermare delle cose, di esprimere il proprio pensiero, di fare in modo che ovviamente ci debba essere qualcosa di nascosto. Questa cultura della dietrologia, c'è sempre qualcuno che vuole imbrogliare, allora, subito la denuncia anonima che blocca e paralizza tutto. Giustamente, qualche conseguenza questo fatto l’ha determinata.
È chiaro che, nell’occasione del rinvio del Consiglio Comunale in cui si doveva affrontare la questione della permuta e cessione eccetera, il rinvio è stato votato all’unanimità. Penso, però, vogliate convenire con me, anche nel sentito dire della sussistenza, della pendenza di un eventuale procedimento penale, prudenza vuole che gli stessi amministratori, prima i pronunciarsi su una cosa di fatto, su una questione che comunque è e rimane esclusivamente di carattere civile, debbano, quanto meno, proprio per mantenere quella divergenza, libertà, autonomia tra i poteri, bloccarsi un attimo per vedere che cosa sta succedendo, come si comporta la Magistratura che, nel frattempo, era stata investita con particolare solerzia, con particolare celerità. Quindi, tutti, giustamente, prudenzialmente, preoccupati, abbiamo detto: «fermiamoci un attimo, vediamo».
Consentitemi in quest’occasione, in quest’Amministrazione voglio ritenere che la modalità, il fare politica, di amministrare sia sempre stata condotta con modalità di trasparenza, di rispetto reciproco tra Consiglieri, almeno per quello che mi riguarda, Assessori, forze di maggioranza, forze di opposizione. che qualcuno voglia intimidire, determinare in una certa maniera le scelte dell’Amministrazione Ferretti, se Tommaso Carone dice: «ribelliamoci», io sono con lui, ci ribelliamo, ma posso assicurare che, fino ad oggi le scelte di questa Amministrazione non sono mai state intimidite da nessuno, perché le denunce anonime arriveranno, sono arrivate, ci hanno preceduto, andranno anche oltre di noi, ma la legge vuole, la moralità vuole, l’etica politica vuole, la dignità di ognuno di noi vuole che le decisioni si facciano nelle aule consiliari, nelle Giunte, le fanno i funzionari, le fanno gli uffici. Nessuno, in quest’Amministrazione, si è mai sognato di fare in modo che qualcuno, dietro le quinte, diriga le decisioni che coinvolgono tutti noi e tutta la cittadinanza.
Questa era l’unica lamentela, l’unica contestazione che facevo a quel documento, che sicuramente parte da un presupposto importante, la modalità di occultarsi, di nascondere, di non dire mai. Questa penso che sia una modalità che accomunata, forse anche il carattere di noi oritani. Siamo capaci facilmente di palar male alle spalle, difficilmente di esporci e dire, anche coraggiosamente, quello che si pensa della condotta politica di una persona. Questa è responsabilità, questa è dignità, qui dobbiamo crescere noi, ma deve crescere anche la cittadinanza, perché noi non siamo venti qui perché lo spirito santo ci ha incaricato, ma ci hanno votato le persone. Le persone che noi rappresentiamo devono comprendere le modalità di un’azione amministrativa. Noi siamo qui perché vogliamo fare qualcosa per Oria, e vogliamo farlo nel rispetto delle regole, non dietro le quinte.
Ecco che, quando ci sono quei passaggi in quel documento, dove si dice: «non può essere più tollerato l’uso di metodi clientelari e assistenzialistici», io questa cosa, Tommaso, scusami, la non la condivido; non puoi dire che in questa Amministrazione ci siano metodi clientelari e assistenzialistici. Se si parte dall’intimidazione, la conseguenza è, siccome c'è intimidazione allora si decide in maniera che non è quella del contraddittorio e dello spirito delle istituzioni. No. Le intimidazioni, le denunce anonime, le calunnie, i codardi, i delatori, gli infami, ci sono e ci saranno sempre, ma compito dei politici e di quest’Amministrazione è di governare secondo rettitudine, secondo moralità, secondo dignità, secondo coscienza. Sfido chiunque a dire che qui, in questo Consiglio, in quest’aula ci siano persone indegne, immorali, che non rispettano le leggi.
Questo è il pensiero. Questo ritengo di dire e questo volevo sottolineare, condividendo, ancora una volta, l’auspicio acché dal punto di vista della rettitudine,d ella moralità, anche del coraggio, le cose si dicano in faccia e non dietro le quinte con le denunce anonime alla Procura. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Almiento per il suo intervento introduttivo. Adesso apro la fase del dibattito, chiedo ai Consiglieri di prenotarsi per i loro interventi. Ci sono interventi?
Intanto, come dicevo prima nell’introduzione, è stato presentato nei termini dovuti un ordine del giorno, se volete ne do lettura prima di passare alla votazione.
Consigliere CARONE
Chiedo scusa, se volete lo faccio, anche se è l’unico intervento dei Consiglieri se nessuno si prenota.
PRESIDENTE
Ho chiesto se ci sono interventi.
Consigliere CARONE
Non c'è nessun intervento, lo faccio io.
PRESIDENTE
Prego Consigliere Carone
Consigliere CARONE
Non credo ci sia nessuno che si sia prenotato per l’intervento.
PRESIDENTE
In questo momento non c'è alcuna richiesta. Prego Sindaco.
SINDACO
Scusami Consigliere Tommaso, non è che puoi dire come condurre, al Presidente, il Consiglio Comunale.
Consigliere CARONE
Non lo può dire nemmeno il Sindaco, se è per questo.
SINDACO
Allora perché mi ha chiesto di intervenire a me? Quindi, se non c'è nessuno intervento, intervengo io e parlo io, se lei vuole intervenire…
Consigliere CARONE
Il Presidente ha detto: «signori Consiglieri prenotatevi». Ti sei prenotato! Io voglio parlare, siccome non c'è nessun altro che si è prenotato, non c'è una lista, gradire che dopo parlasse il Sindaco, perché nessuno si è prenotato.
PRESIDENTE
Vi ringrazio tutti del contributo che volete darmi, ma io ho chiesto prima di capire se ci sono interventi, piano piano stanno venendo fuori. Il primo ad essersi prenotato è il Consigliere Carone Tommaso, poi il Consigliere Conte, Caniglia Glauco, D'Ippolito e poi il Sindaco per concludere. Prego Consigliere Carone.
Consigliere CARONE
Grazie. Come premessa al mio intervento dico due cose. Intanto che quest’argomento non appartiene, ritengo, né all’Ulivo, né al Partito Democratico, né al sottoscritto, né alla maggioranza, né alla minoranza, né al Sindaco, né a nessuno, ma contemporaneamente a tutti. Quindi, posso comprendere il tatticismo in Consiglio Comunale, ecco perché, Sindaco, mi sono rivolto in questo modo e se ho urtato la sensibilità di qualcuno me ne scuso. Però, il tatticismo per programmare o per intervenire su un argomento del genere, che riguarda…
SINDACO
Scusami se ti interrompo, poi non ti interrompo più. È un Consiglio monotematico, quindi possiamo quanto vogliamo. Non c'è bisogno di contingentare gli interventi, perché non si tratta di un argomento…
Consigliere CARONE
Sindaco vorrei solo farle notare che, se non avessi preso la parola, lei sarebbe intervenuto e avremmo chiuso il Consiglio. …
SINDACO
Però aspettare che parli la maggioranza…
Consigliere CARONE
Poi lo spiegherò. Però, se io non avessi preso la parola, lei sarebbe intervenuto e avremmo chiuso il Consiglio.
Dicevo che i riti non appartengono a nessuno, i tatticismi per vedere che cosa dice uno e per poter programmare o calibrare la risposta dell’altro, mi sembrano, francamente, tatticismi del tutto inutili. Probabilmente, allora, mi fanno pensare che l’importanza della questione sia un po’ sfuggita di mano a questo Consiglio Comunale.
Vorrei dire un'altra cosa. Non ho e non ho chiesto subito di intervenire perché l’intervento l’avevo fatto nello scorso Consiglio, perché è rimasto agli atti, perché a seguito del mio intervento è stata chiesta a convocazione di un Consiglio monotematico, ragion per cui quello che avevo detto e la mia idea erano già agli atti. Quindi, qualcuno, dopo di me, doveva pronunciare un giudizio o un orientamento. Ragion per cui attendevo di sentire che cosa ne pensasse il Consiglio, o alcuni Consiglieri, assolutamente, non ho la prerogativa dell’ultima parola.
L’altra premessa. Signor Sindaco, mi sarei aspettato che in questo Consiglio lei avesse preso la parola per primo e prima di tutti, perché se viene denunciato un clima di intimidazione, se viene denunciato un metodo per condizionare la vita politica e amministrativa di una città, di un Consiglio di organi istituzionali, il problema è della città. Il problema, quindi, secondo me, non fosse altro come introduzione, andava affrontato da un rappresentante istituzionale della città, perché me lei è il rappresentante della città, per me lei è il mio rappresentante, per me lei è il rappresentante della legalità in questa città. Quindi, mi sarei aspettato che lei intervenisse per primo a tutela e a difesa dei valori che non sono né della maggioranza, né dell’opposizione, ma che sono posti a tutela della vita democratica dell’ordinato e sereno svolgersi della convivenza civile e in ragione del raggiungimento degli obiettivi politici che sottintendono alla nostra presenza qui e alla nostra funzione, che è la rappresentanza delle persone e dei bisogni di questa città. Allora, mi sarei aspettato che il primo rappresentante istituzionale, a maggior ragione in quest’ipotesi e a maggior ragione in questo caso, prendesse la parola. Naturalmente e per fortuna, però, le scelte, evidentemente, sono assolutamente libere.
Aggiungerò solo pochissime considerazioni. Guardate, ho detto nel documento che, vi sono persone molto vicine alle stanze di uomini di potere, che sanno tutto della vita politica e amministrativa della città, tanto da influenzarne e determinarne le scelte. Inizio da qua per dire che, chi ha impedito, di fatto, lo svolgimento di un Consiglio Comunale, con una denuncia anonima, contenente gravissime accuse nei confronti di un Consigliere Comunale e di tutto il Consiglio Comunale, che sembrava intimidito o condizionato da pressioni indebite, è persona che, indubbiamente è vicino alle stanze, agli uomini del potere. Naturalmente, in modo del tutto involontario ed inconsapevole di chi questo potere esercita. Non si spiega diversamente la tempistica, la perfezione; è un ricamo quello che è stato fatto. Perché chi ha scritto quella denuncia anonima, l’ha fatta protocollare un giorno prima, il giorno dopo si teneva il Consiglio Comunale con un certo ordine del giorno, che veniva da una faticosa strada di avvicinamento durata mesi.
Ora, che sia durata mesi è tutto perfettamente legittimo. Poi possiamo criticare o possiamo dare un giudizio di natura politica o di valore. Perché impiegare mesi per una questione del genere? Perché convocare le Commissioni e non farle più lavorare? Perché poi non vengono più convocate? Perché convocare Consigli Comunali e rinviarli? Ma questo fa parte del merito dell’azione politica. Pazienza! Se noi stiamo mesi a parlare e a discutere di questa vicenda, il problema non è questo. Il problema è che, chi ha fatto quella denuncia sapeva tutto ciò, perché la tempistica e la precisione delle parole, del momento, delle circostanze, fanno presumere che questa persona sapesse e per sapere deve vivere vicino alle stanze o agli uomini del potere. Naturalmente, però (questo lo dico per onestà intellettuale), chi mi conosce sa benissimo che non rivolgo accuse gratuite o sparo nel mucchio. Certamente, penso – perché diversamente sarei già andato alla Procura della Repubblica – che, chi questo potere lo esercita in questa città, a partire dal Sindaco per passare agli Assessori, per guardare questo Consiglio e per finire con gli impiegati comunali, evidentemente questi metodi non li condivide. Ripeto, se sapessi altro, sarei già andato alla Procura della Repubblica, denunciando fatti e persone. Non è questo il problema.
Dopodichè, il contenuto del documento è il contenuto di chi Consigliere Comunale si vede defraudato di una funzione e della ragion d’essere di questo stesso Consiglio. Non voglio dire che rappresento l’esigenza del Consiglio, ma io sono un Consigliere Comunale e non mi si può inibire l’esercizio della funzione, non mi si può inibire il contraddittorio, il confronto, l’espressione della mia opinione con una denuncia anonima. Questo per me non fa parte di nessun tipo di vivere civile, prima ancora che democratico e istituzionale, non fa parte di una moralità. Sono metodi che non mi appartengono e Sindaco o qualcun altro Consigliere Comunale ha detto: «anche in passato». Bene, anche in passato c'è stato l’uso strumentale di denunce anonime, per me quella è barbarie al pari di questa. Io non distinguo la denuncia anonima usata da una parte contro un'altra, o non mi fa meno piacere questa denuncia anonima rispetto a quelle utilizzate negli anni precedenti e non mi trincero nemmeno dietro al fatto che negli anni precedenti non c’ero. La denuncia anonima è una barbarie, punto e basta. Non è né di destra né di sinistra, né di centro né da qualunque parte provenga, qualsiasi scopo si prefigga, qualsiasi obiettivo voglia raggiungere. La denuncia anonima è intollerabile.
Allora, ho proseguito nel Consiglio Comunale che si tratta, peraltro, di una questione non di grande interesse, perché io non voglio nemmeno affrontare la questione nel merito, perché a me non interessa affrontarla nel merito, così come non l’ho affrontata nell’intervento dell’ultimo Consiglio Comunale a cui ho partecipato. Il problema non è il merito, quello è un'altra cosa. Se ci avessero consentito di discuterla, saremmo entrati nel merito della vicenda e avremmo preso, come è normale che sia, posizione sulla vicenda, esprimendo un parere, una posizione politica, esprimendo delle valutazioni. La vicenda poteva essere utilizzata da questa opposizione come argomento contro l’inefficienza dell’Amministrazione, l’argomento poteva essere utilizzato da esponenti della maggioranza. Il problema non è quello che avremmo potuto dire o avremmo dovuto dire della questione, il problema è che tutto ciò è stato, di fatto, impedito.
Nel documento ho rivolto un invito a tutti noi, non mi sono appropriato della questione e non rivoglio appropriate della questione, non sono un paladino, non sono un eroe. Non ho fatto quello che ho fatto per amor mio, o per dare in pasto ai giornali l’argomento, o per compiere gesti plateali. Assolutamente no. Sindaco, lei mi ha accusato “di aver compiuto un gesto plateale e di subito aver faxato il documento al giornale”. Mi scusi, ma non ho fatto alcun fax al giornale. L’argomento l’ho sollevato per la dignità dell’istituzione, per la difesa della libertà di autodeterminazione, per la salvaguardia dello svolgimento della funzione, che è funzione di rappresentanza di quelle persone e di tutte le persone che sono fuori, dei loro bisogni, dei loro interessi, della loro ragione di vivere in questa città. Non sono stato animato da altro obiettivo che questo.
A questo punto, naturalmente, non pretendo che sia condiviso quello che dico, che sia condiviso l’aver sollevato il problema. Vedremo che cosa succede, vedremo quali sono gli argomenti, quali sono le posizioni di ciascuno di noi. Spero che quest’argomento, che queste posizioni siano condivisibili, ma evidentemente non le impongo e non le imporrò mai. Scusate, ma se questi argomenti non li possiamo decidere e queste questioni non le possiamo affrontare, la domanda: gli organi istituzionali cosa ci stanno a fare? Si tratta di una questione non di poca importanza e come questa se ne potrebbero svolgere altre, se ne potrebbero creare e nascere ancora, magari anche di più importanti, magari anche di importanza, di spessore che riguardi le sorti di un’intera città. Questa questione riguarda le sorti di un’iniziativa economica ben definita, delimitata. Dopodichè, può influire sulle sorti economiche di un’azienda, di un cantiere, di un’opera, e questo è parimenti importante, perché non può essere condizionata un’iniziativa privata in una città in cui l’iniziativa privata è di per sé asfittica, non si crea nulla in questa città e l’economia è drammaticamente ferma.
Chiedo e invito tutti ad affrontare la questione. Non lo sto dicendo perché voglio andare contro il Sindaco Ferretti. Quando si tratta dell’economia di una città, il Sindaco Ferretti avrà delle responsabilità contingenti e lo attaccherò e lo attaccheremo, ma discuteremo ci confronteremo. Ma quando il problema diventa questo, cioè mettere il paletto, mettere il bastone fra le ruote ad un’iniziativa economica, è una questione che già assume connotati di una gravità estrema. Se poi un episodio del genere si dovesse ripetere per cause o casi che riguardino le sorti della città, come, per esempio, l’approvazione di progetti di più ampia portata di qualsiasi cosa, faccio un’ipotesi, dovremmo subire i condizionamenti di una denuncia anonima o di un gruppo di potere o di pressione che quell’iniziativa che non condivide, che pertanto non potendosi o non sapendosi confrontare in Consiglio Comunale Conversano argomenti chiari, trasparenti, limpidi, intellettualmente onesti, noi dovremo subire questo, questa umiliazione. No.
Io di fronte ad atteggiamenti rimetterei anche il mio mandato, perché se non posso votare, se non posso discutere io non ci sto a fare nulla. Io non devo riscaldare una sedia, io non ho interesse a prendere parte ad un Consiglio Comunale, sia di maggioranza che minoranza, che non può discutere. Questo deve entrare, credo, in ciascun di noi. Sono convinto che questo sia patrimonio di tutti, però non scandalizziamoci se questo problema viene sollevato.
Nell’ordine del giorno al punto n. 3, tra le altre cose, si legge: «rileva il Consiglio Comunale (o rileverebbe, o vorrebbe rilevare, speriamo che non lo rilevi) che i principi etici e morali guidano le determinazioni di questa Amministrazione, la quale rifugge sempre da pratiche clientelari e esistenzialistiche, che qualcuno a torto ha anche evocato, ergendosi a moralizzatore», io non sono il moralizzatore di nessuno «senza verificare se dalla propria parte politica tutti siano nelle condizioni migliori per puntare il dito contro chicchessia». La questione relativa alla semplice agibilità democratica in questa città e in questo Consiglio Comunale viene mistificata, parlando di una persona che agiterebbe il dito. Io non solo il censore di nessuno; vorrei tanto essere il censore di me stesso. Non sono il censore di nessuno, non agito il dito contro nessuno, non faccio il moralizzatore per nessuno.
Voglio solo dire che noi dovremmo avere uno scatto d’orgoglio, che impedisca queste iniziative villane, codarde, che fanno male e che hanno fatto male alla città, hanno fatto male alle persone, hanno fatto male alla storia di questa città. Hanno fatto male a noi, che ancora parliamo con quella dietrologia, con quel retaggio. Noi ci dobbiamo liberare di questo fardello. Se denunce anonime ci sono state in passato, scusate, fanno schifo come queste. Non c'è nessuna differenza.
Allora, condividiamo uno scatto di orgoglio per questa città, perché questa città ha bisogno di un contributo sano, di un contributo onesto intellettualmente, di un contributi praticabile, realizzabile. Niente è possibile e sarà possibile se noi diventiamo preda di gruppi di potere, che invece di fare politica e di esprimere le proprie o e posizioni qui dentro, o in Giunta, o nelle scelte amministrative, fanno politica nascondendosi dietro a denunce anonime.
Questo era e questo è il contenuto di ciò che ho letto e questo era e questo è lo spirito della mia iniziativa. Per me il Sindaco Ferretti è una persona integerrima, tutti i Consiglieri Comunali sono persone integerrime, tutti gli Assessori. Io l’invito l’ho rivolto a tutti, non ho detto: «il Partito Democratico sarà il paladino», ma ho chiesto a voi Consiglieri, a lei Sindaco, a lei Presidente, a tutti gli Assessori e ai partiti politici di dare un contributo perché ciò non accada e, semmai dovesse accadere non si ragione di vincolo, no sia ragione di limitazione della libertà. Questo non lo accetterò mai, per questo io non sono disposto, a queste condizioni, a svolgere il mandato consiliare.
Voglio chiudere. Sono stato anche rimproverato di non aver comunicato la presidenza nel documento. Ve bene, è un peccato veniale dovuto, probabilmente, a fatto che ricopro per la prima volta la carica. Non è stata una mancanza di rispetto. Però, Presidente, mi consenta (come dice qualcuno che ha qualche ragione più di me per determinare le sorti di questo paese), lei ha ritirato lo stesso argomento dall’ordine del giorno del Consiglio precedente, probabilmente nell’attribuzione delle sue funzioni, ma sena dare la minima ragione. Un motivo, un perché ritirava l’argomento, non si è potuto discutere. Allora, signori, per me, che io non abbia comunicato preventivamente il documento è ragione di censura, ma che un argomento venga ritirato dal Consiglio Comunale sic et simpliciter, senza consentire che ne sia possibile la discussione, non è nemmeno un bel vedere. Questo solo per una questione di correttezza istituzionale, di rispetto reciproco, che in ogni caso non manca e non mancherà. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Carone. La volta scorsa ha avuto un garbato rimprovero, nulla di accusatorio, nella maniera più assoluta Consigliere Carone. Voglio solo precisare che, l’argomento è stato ritirato nelle sedute precedenti – ci sono i verbali che lo dicono – per approfondimenti tecnici.
Prego Consigliere Conte.
Consigliere CONTE
Grazie Presidente. Credo che, dal momento che abbiamo scomodato un Consiglio e i cittadini su un Consiglio monotematico, in cui si parla di moralità, io avrei già evitato questo termine perché non credo che tra di noi si debba già dubitare della moralità di questo Consiglio…
PRESIDENTE
Scusi Consigliere Conte se la interrompo, ma solo per comunicare che alle 16:40 è entrato in aula il Consigliere Malva.
Consigliere CONTE
(…) o della correttezza amministrativa. Non credo he ci siano tatticismi, perché di tatticismi non ne abbiamo bisogno, visto che non è il primo Consiglio monotematico che chi vi parla affronta su temi non uguali, ma simili. Sicuramente ci torniamo sempre a parlare delle stesse cose.
Diceva qualcuno, credente: «il male fatto a te è uguale fatto a me». Quindi, io personalmente mi sono mortificato quanto l’interessato, mi riferisco ad un Consigliere Comunale qui presente, quando è successo ciò che è successo. Vedete, questo non è il fatto assestante, ma è solo un episodio di un costume dilagante in questo paese e forse su questo dovremmo accentrare il nostro intervento. Ciò che succede in questo paese, non succede all’Amministrazione Ferretti, o all’Amministrazione Ardito, o altro.
Penso che paghiamo, sicuramente, lo scotto di un comportamento che anche noi, tra maggioranze e minoranze, una volta da una parte e una volta dall’altra, fra partiti, fra coalizione e anche fra Consiglieri, poi fra cittadini,dove parola anni abbiamo anche inventato un gioco, che era quello del volantino, quello del passare la notizia, quello del denigrare l’amico (non dico l’avversario) politico, a cui si sono costruiti vestiti secondo il proprio interesse. Questo certe volte ha fatto ridere o sorridere, ha fatto piacere quando succedeva a qualcuno, senza capire che questo gioco diventava perverso e vizioso, che prima o dopo poteva portare a queste cose. Porta poi a questo, ad autorizzare qualcuno, in modo vergognoso. Dico, se qualcosa non va e qualcosa non è stata fatta secondo i sani criteri della legislazione, ci sono tanti metodi per poter impedire questo. C'è l’Amministrazione, c'è il Prefetto, c'è, la Procura, dove, l’ultima cosa che ho sempre detto, un politico o un cittadino dovrebbe rivolgersi. Però, c'è da apprezzare anche chi ha coraggio a fare questo.
Questo oggi non avviene, perché ci nascondiamo o si nascondono dietro ad un volantino per mettere in crisi un sistema che è già di per sé in crisi. È inutile dire questa o quell’Amministrazione, perché questo è un paese che, purtroppo, soffre anche per queste vicende. Non ci confrontiamo mai serenamente su probi seri in questo Consiglio, dove dobbiamo affrontare quelli che sono i problemi per sbloccare grandi situazioni, troviamo sempre, da qua, da là, fra di noi, all’interno dei nostri partiti, difficoltà. Invece, credo che questa città abbia bisogno di trovare un pizzico e uno scatto di orgoglio, perché prima o dopo o usciamo dalle secche, ormai ci coprono le secche. Perché impossibile vedere una economia frenata in questo paese, dico: disoccupazione anche dilagante. Tutto il resto è il comun denominatore di quello che succede altrove, ma che forse qua ne soffriamo un po’ di più. Cioè, qua il problema è che, se dobbiamo discutere su un’iniziativa di grossa portata, cominciamo a dire se la vuole Forza Italia o se la vuole il PD, se la vuole l’UDC o se la vuole un altro, senza andare a valutare se questo porta dei benefici. Andiamo a vedere solo chi è il propositore di un’iniziativa, per fermarla in qualche modo; se non la si ferma con le buone, si cerca di fermarla con le cattive.
Ho preso la parola anche per un altro fatto molto semplice. Vedete, non voglio girare il coltello nella piaga, però dissi anche allora che, forse, quello che aveva detto il Consigliere Tommaso Carone era condivisibile, forse qualche passaggio era fatto, anche dettato dal momento, in modo più forte di quanto doveva essere. Devo dire una cosa, però, che qualcuno si è sbizzarrito anche a fare delle ipotesi, a indicare partiti e nomi; anche questo appartiene alla fantasia di qualcuno. Questo è ancora più grave se si conosce, eventualmente, l’origine di certe cose, avere il coraggio ed accusare direttamente, dando la possibilità agli altri di rispondere in un certo modo. Personalmente non mi tocca, altrimenti so i modi e i posti dove andare a far valere certe cose.
Forse, però, c'è una carenza di fondo anche a livello amministrativo. Forse si paga anche lo scotto di Amministrazioni precedenti, oggi li paga Ferretti, domani li potrebbe pagare un altro Sindaco, di una struttura che, purtroppo, per tanti motivi, si è attorcigliata su se stessa e oggi è carente in tante sue cose. Per cui, poi, si fanno anche degli errori, che possono portare ad amplificare delle situazioni che io, sinceramente, non vedevo di questa portata. Una situazione che si muove la Procura della Repubblica a mettere un fermo e poi a revocare su un qualcosa che, sicuramente, con un po’ di attenzione si sarebbe dovuto sistemare nel tempo o che comunque avremmo dovuto o dovremmo sistemare noi, non so quale sarà adesso la procedura, senza andare a fare quello che è successo allora e oggi fare un Consiglio monotematico su questa situazione.
Una situazione che, per quanto mi riguarda, non ci porta da nessuna parte. Non porta da nessuna parte né noi Consiglieri che siamo responsabili anche di quel numero di cittadini che ci hanno delegati a rappresentare loro. Forse, qualcuno pensa che noi stiamo qua, o il giorno dopo le elezioni ci mettiamo sulla sedia e diciamo: «tanto io sto qua, o a prendermi il gettone, o a litigare con l’amico, o a fare quattro chiacchiere», senza pensare che, invece, siamo deputati a rappresentare un certo numero di cittadini che ci hanno delegato a fare questo e a farlo nel migliore dei modi.
Allora, personalmente c'è la piena condanna verso questi gesti, ma soprattutto verso chi li incoraggia, perché sicuramente molti di questi non vengono spontaneamente. Ricordo qualche Amministrazione addietro, quando era un periodico il volantinaggio, si diceva di tutto e di più, andando a toccare la politica e il personale, ma anche gli affetti e tutto il resto. Questo era diventato un hobby, un passatempo, era diventato il parlare in piazza tra amici. Tutto questo invece di stroncarlo, qualcuno, forse, lo alimentava anche, pensando di affossare qualche Amministrazione in questo modo e così non è.
Penso, allora, che dobbiamo riacquisire noi il nostro ruolo, venire a fare qua il nostro dovere, affrontando quei problemi, perché di quei problemi ce ne sono tanti. Non è il problema che è successo al Consigliere, anche se sempre nei termini di legga va sanato. Dico sempre nei termini di legge, perché ciò che è fuori legge non mi trovare d’accordo, è inutile anche venire a dire: «andiamo, votiamo». Io non voto niente, perché questo non appartiene alla mia cultura.
Quindi, a volte le carenze burocratiche, i dirigenti, che forse spesso e volentieri non sono nemmeno all’altezza di compiti tanto importanti come son quelli di una Pubblica Amministrazione e forse scontiamo anche quelle che sono state le carenze del passato. Penso che dobbiamo, un po’ tutti, fare un mea culpa, darci una mano a vicenda per ciò che riguarda la Pubblica Amministrazione, nel senso ciò che può essere a vantaggio dei cittadini e della cittadinanza. Poi, dobbiamo evitare che tutto questo succeda, perché non vedo e non posso vedere eventualmente una amoralità. All’interno dell’Amministrazione posso vedere in certi momenti una condivisione di alcuni atteggiamenti e chi mi conosce sa che, spesso e volentieri, sono anche critico in certe situazioni. Posso vedere questo, perché nel momento in cui non ci fosse moralità a questo punto dobbiamo prendere altri provvedimenti, come dice il capogruppo dell’UDC, ma tutti noi, come lui, lasciare tutto e andare via, perché a questo punto vuol dire che non ci sono le condizioni per andare avanti.
Per quanto mi riguarda, concludo dicendo che non ho condiviso quello che è successo perché è avvenuto in un modo anormale, non l’ho condiviso perché non abbiamo potuto sanare, almeno a livello di Consiglio, una situazione, non l’ho condiviso perché queste sono delle reazioni a catena, questa ne ha scatenato e ne può scatenare altre. Non condivido nemmeno che si debba parlare qua, in questo Consiglio, di non moralità, altrimenti veramente avremmo toccato il fondo.
Sentivo un ordine del giorno. Questo è un parere mio personale, perché stamattina non sono passato a vedere in cartella, quindi non sapevo che c’era un ordine del giorno così articolato, ma non credo se sia possibile che il Consiglio debba approvare un ordine del giorno. Penso che, una volta fatto un dibattito sereno all’interno, fra di noi, credo che questo la legge c lo consente, chiarito, espressi i propri parerei non credo che ci sia bisogno di un ordine del giorno da approvare e da mandare a chi non l’ho capito e per dire cosa. Il problema è che l’ordine del giorno lo dobbiamo fare a noi stessi, ognuno deve fare un atto di coscienza e metterci in condizioni che queste cose non succedano più. Questo è quanto.
Concludo dicendo che, non vedo il motivo di portare in approvazione un ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Conte Egidio. Prego Consigliere Caniglia Glauco.
Consigliere Glauco CANIGLIA
Grazie Presidente. Cercherò di fare alcune riflessioni in maniera molto pacata, perché lo spirito di questo Consiglio Comunale deve essere quello di confrontarci liberamente, nel rispetto del pensiero di tutti. Intanto voglio dire che la maggioranza, o comunque un gruppo di Consiglieri della maggioranza, ha preso sul serio la richiesta pervenuta dal Consigliere Tommaso Carone, ha preso sul serio il documento che è stato letto in questo Consiglio Comunale e così come si chiedeva in quel documento, di fare un Consiglio monotematico sulle questioni ivi risollevate, si è pensato di chiedere un Consiglio Comunale monotematico.
Stiamo attenti, però, a parlare di tatticismi, perché i Consiglieri di maggioranza che hanno chiesto il Consiglio monotematico si sono espressi. Nel momento in cui si è cominciato questo Consiglio Comunale un rappresentante di questi Consiglieri, il Consigliere Almiento, ha parlato a nome di questi Consiglieri e ha presentato anche un documento, condivisibile o meno, come condivisibile o meno è il documento che è stato illustrato qui nello scorso Consiglio Comunale dal Consigliere Carone.
Sinceramente, mi sento di ringraziare il Consigliere Carone, perché comunque ha sollevato una questione. È un’esortazione, sulla quale tutti dobbiamo riflettere. Sono convinto della buonafede di questa esortazione che è venuta dal Consigliere Carone, perché, tra l’altro, lo sanno bene tutti, lo stimo come persona e come amico, a prescindere dai ruoli istituzionali che abbiamo e del fatto che ci troviamo su banchi opposti all’interno di questo Consiglio Comunale. Non condivido, però (questo penso che mi sia consentito), molte delle cose che afferma in quel documento.
Sono d’accordo quando diciamo che dobbiamo smetterla non solo con le denunce anonime, ma direi proprio con l’uso della denuncia penale come strumento di lotta politica, perché questo ha portato alla barbarie in questa città e non oggi, purtroppo da 20 anni a questa parte. Forse è il momento di cominciare a riflettere su questo e di cominciare a dirci, apertamente, che dobbiamo tornare alla politica. Quando si delega alle Procure, la politica ci perde, siamo tutti a perderci. Forse dobbiamo smetterla con questa cultura giustizialista che vige da un po’ di tempo in Italia, e ad Oria, chissà perché, le cose sono vissute in maniera sempre più estrema rispetto alla tendenza, che comunque è una tendenza nazionale.
Ancora oggi arrivano centinaia di esposti anonimi contro gli amministratori, contro i Consiglieri Comunali di maggioranza. Oggi non c'è un amministratore o un impiegato comunale che non vive nel terrore delle indagini e delle procure. Forse è di questo che dobbiamo cominciare a discutere, perché sin quando noi deleghiamo alle Procure e pensiamo di poter fare politica con le denunce, allora politica in maniera seria, vera, amministrazione non ce ne sarà mai, perché tutti abbiamo paura di tutti, si vive nella cultura del sospetto, si vive nella dietrologia, come ha detto il Consigliere Almiento.
Ovviamente, il Consigliere Tommaso Carone sta da molto tempo meno di me in Consiglio Comunale, però alcuni fatti probabilmente gi sfuggono. Voglio, però, ricordare che qualche anno fa io e il Consigliere Viapiana abbiamo ricevuto, protocollate al Protocollo del Comune, delle lettere anonime, che ci minacciavano di pallottole in bocca, dovevamo stare zitti. Questo è il livello di intimidazione che è sempre stato attorno al Consiglio Comunale e alla politica.
Devo ricordare che, un Consigliere Comunale in quest’ala, durante l’Amministrazione Moretto, portò un esposto anonimo e lo lesse in Consiglio Comunale. Era un esposto anonimo contro un Assessore della Giunta Moretto. Questo è stato il modo di are politica e questa cultura ancora non ce la siamo scrollata di dosso.
Dobbiamo anche ricordare che il Sindaco qualche mese fa è stato messo alla berlina sui giornali, solo perché ha ripreso un impiegato comunale che stava facendo altro nei locali comunali. Non solo è stato preso alla berlina sui giornali, ma è stato anche denunciato penalmente e nessuno si è mai preoccupato di venire in quest’aula non solo a dare solidarietà al Sindaco, non solo alla persona, ma alla carica istituzionale. Io ringrazio da questo punto di vista il Consigliere Tommaso Carone, perché è il momento di fare una riflessione generale, perché non possiamo accettare – scusami Tommaso, te lo dico anche come amico – un documento che solleva una questione vera e reale, ma che ci viene presentato come un documento di parte. Vieni qui, lo leggi in Consiglio Comunale come documento di un gruppo politico, dopo un giorno si trova su tutta la stampa.
Secondo me, se si devono sollevare delle questioni che riguardano l’intero Consiglio Comunale, forse è il caso… perché poi è ovvio che se un documento lo presenta una parte politica, un altro documento lo presenta questa parte politica e ognuno dà una sua lettura della vicenda. Se, invece, il metodo che ci diamo o che ci vogliamo dare è un altro, veniamo qui e chiediamo di incontrarci, di riflettere per concordare su un documento comune o sulle azioni comuni da intraprendere contro certe metodologie, allora, forse, questa esortazione non avrebbe avuto i connotati politici di parte politica che oggi io, per esempio, vedo. Forse sbaglio, ma io vedo. Perché quando si scrive su un documento – l’ho sottolineato qui – che, «non può più essere tollerato l’uso spregiudicato di metodi clientelari ed assistenzialistici», si sta dicendo una cosa molto pesante, è un’accusa contro questa Giunta, questa maggioranza, che non centra nulla con quello che è accaduto. Quando si fa un’allusione più o meno celata sul fatto che la questione riguardava il giovane Marinò, Consigliere Comunale non più di maggioranza (a parte che è tutto da vedere se non è più di maggioranza) e forse si tratta di qualcuno che ha voluto punire qualcuno, c'è anche questo passaggio, sono allusioni che non fanno bene a smorzare questo clima di tensione, di veleno che viviamo a Oria da un sacco di tempo.
Faccio solo un passaggio. In questo Consiglio Comunale, sino a poco tempo, si è parlato anche di smaltimento dei rifiuti e mi pare, sempre sul discorso che molto spesso deleghiamo le nostre prerogative alla Procura e all’azione penale, c'è stata anche una denuncia da parte di un gruppo consiliare al Sindaco per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Mi pare che sia accaduto anche questo, quanto meno è stata proclamata questa cosa sui giornali.
Consigliere CARONE
Vorrei che fossi più preciso, perché il gruppo di cui faccio parte non ha fatto nessuna denuncia.
Consigliere Glauco CANIGLIA
C’erano delle foto sui giornali che riguardavano i cassonetti per le strade e c’era anche una chiara manifestazione di inviare tutto alla Procura della Repubblica, dopodichè ci dirà il Sindaco se questo è avvenuto o meno.
Consigliere CARONE
Me ne dissocio pubblicamente.
PRESIDENTE
Scusate se intervengo, ma voglio precisare. Qualche seduta fa del Consiglio Comunale mi pare che fu il Consigliere D'Ippolito a presentare un’interrogazione. Prego Consigliere Caniglia.
Consigliere Glauco CANIGLIA
Comunque dobbiamo fare uno sforzo, tutti insieme, per voltare pagina e cominciare, probabilmente, con una stagione nuova. Una stagione in cui la politica possa avere un ruolo alto.
Il tema vero, reale che si solleva con il documento del Consigliere Tommaso Carone è – lo ha detto lui – il fatto che il Consiglio Comunale sarebbe stato limitato nella sua libertà di autodeterminazione. Questo può essere vero, nel senso che io lo dico, perché io sono stato uno di quelli. Qualche giorno prima di andare in Consiglio Comunale abbiamo fatto una riunione di maggioranza, lo dico apertamente, sono stato uno di quelli che si è battuto perché la questione si potesse risolvere nella maniera più pacifica e più semplice nel Consiglio Comunale che si doveva tenere quel giorno, perché è normale che qualche Consigliere Comunale potesse avere dei dubbi. Questo credo che sia una cosa pacifica. Anche perché non è che a questo punto dobbiamo dire che, addirittura, alcuni Consiglieri o la maggioranza ha voluto creare un problema. Il problema c’era. Purtroppo, sicuramente in buonafede, perché ho grande stima del mio amico Marinò, però c’era un’irregolarità. Per il solo fatto che si chieda al Consiglio Comunale di sanarlo, c’era un’irregolarità. Sono convinto che quell’irregolarità andava sanata, però qualcuno non si sentiva di assumersi questa responsabilità. Perché nel momento un cui c'è un’irregolarità qualcuno può dire: «perché mi devo assumere io questa responsabilità, posso correre dei rischi, posso vederla diversamente».
Facemmo una riunione di maggioranza (e stiamo parlando alla luce del sole), queste cose furono sviscerate, ci eravamo convinti, io ero uno dei più convinti, che quella cosa andava risolta. Sono uno di quelli che più di tutti si è incazzato, forse, quando ha visto arrivare quella lettera anonima. Però, non posso accettare quando si dice che quella lettera anonima l’ha fatta qualcuno vicino alle del potere. Poi, vorrei capire quale potere si amministra in questo Comune, perché anche qui ci sarebbe da aprire una parentesi.
Guardate, del fatto che la maggioranza si fosse convinta di sanare quella questione, lo sapevamo tutti, non era un mistero. Quindi, chiunque poteva fare arrivare la lettera anonima quella mattina. Ma dire che, addirittura, siamo limitati nella nostra libertà, è dire tanto. Mi sembra, a volte, come se stiamo descrivendo Oria un paese in cui c'è la mafia olandranghete e stanno fuori con i fucili perché noi non possiamo deliberare liberamente. Cioè, stiamo attenti anche. Allora, va bene la questione, facciamo una riflessione, ma dire che non siamo liberi di autodeterminarci mi sembra un po’ troppo, onestamente.
Fermo restando che quel giorno è arrivata la denuncia, non si voleva deliberare quel giorno, siamo stati tutti convinti che era il caso di rinviarla. Qualsiasi gruppo politico può raccogliere le firme e chiedere al Presidente del Consiglio di riportarla in Consiglio Comunale; questa cosa non è vitata a nessuno. Quindi, dobbiamo avere il coraggio, fino in fondo, di esplicare la nostra funzione, se uno ha l’idea che una cosa è giusta, la deve perorare avanti. Questo significa fare gli eroi, perché altrimenti devo dire che io è il Consigliere Viapiana siamo stati eroi, perché con quella lettera che ci è arrivata abbiamo continuato a fare i Consiglieri Comunali.
Quindi, il documento che è stato presentato rappresenta la posizione di alcuni Consiglieri di maggioranza, che si sono espressi sulla questione sollevata in questo Consiglio Comunale, ma che hanno voluto dare una visione politica della questione, perché ci è sembrato che politico è stato il documento presentato in questo Consiglio. Voglio dire di più. Che probabilmente un argomento di lieve importanza, lo si è montato politicamente, sino a farlo diventare un caso anche mediatico. Questo non fa bene a nessuno, non fa bene ad Oria, non fa bene agli interessati, non fa bene a nessuno. Probabilmente dobbiamo, anche da questo punto di vista, farci un esame di coscienza. Perché ognuno la può leggere come vuole, un’illegittimità, un abuso, io dico un’irregolarità, fatta in buonafede, doveva essere trattata per quello che era, un’irregolarità. Poi, il Consiglio Comunale se ritiene di risanarla, lo fa, se ritiene di non farlo, non lo fa, ovviamente non è nemmeno obbligato, ognuno segue la propria strada.
Raccolgo l’esortazione che viene dal Consigliere Tommaso Carone. Ritengo che, probabilmente, non è con questo Consiglio Comunale che si esaurisce il tema, ma facciamo uno sforzo comune affinché nella vita politica di questa città si cominci a respirare un’aria nuova, un’aria diversa, un’aria di rispetto reciproco, pur nelle diverse posizioni politiche. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Caniglia Glauco. Prego Consigliere D'Ippolito. È l’ultimo intervento prenotato.
Consigliere D'IPPOLITO
Cittadini buonasera. Sindaco, Presidente e signori Consiglieri. L’amico Glauco ritiene di non condividere il documento perché fazioso, appartenente a questa parte politica, per cui molte delle cose non sono condivisibili. Sinceramente, anch’io, leggendo l’ordine del giorno dove rileva l’Amministrazione un’attività trasparente, imparziale e quindi sotto il profilo morale non dovrebbe fare una piega. Io, però, ritengo che in questo documento, almeno per quanto mi riguarda, questo movimento politico non ritiene che le cose stiano veramente così, specie sotto il punto di vista dell’imparzialità e della trasparenza, se dobbiamo parlare di moralità e trasparenza.
Voglio fare un appunto circa la questione più volte rinviata da questo Consiglio Comunale. Credo che il punto si sarebbe dovuto già risolvere prima che succedesse quello che è successo, ma credo che l’Amministrazione, così come più volte si è verificato, è stata vittima dell’undicesimo Consigliere Comunale, perché ha minacciato l’Amministrazione di uscire dalla maggioranza se quel punto all’ordine del giorno venisse trattato. Bisogna dire le cose come stanno, e le cose credo che stiamo proprio come ho innanzi detto. Voglio mettere un punto. Per cui, si è sollevato un polverone.
Io ero già in Commissione quando c’era qualche forza politica che remava contro, e quella stessa forza politica ha fatto sollevare un problema che l’ha fatto diventare enorme, quando in realtà si tratta di una banalità. Ci sono altri casi del genere che altre Amministrazioni hanno già sanato. Per cui, non c’era niente di così anomalo da far scoppiare quello che è successo.
Comunque, veniamo alla moralità e alla correttezza dell’azione amministrativa. Vorrei dire che, se dobbiamo parlare di moralità, vuol dire avere una condotta amministrativa conforme alle regole e mantenere buone relazioni, al fine di evitare la disapprovazione degli altri. Credo che, a distanza di soli due anni di attività dell’Amministrazione Ferretti questo non si è verificato, perché se dobbiamo parlare di correttezza voglio fare due esempi di quello che è successo in questi anni. Cioè, per esempio, tenere un bando di concorso, per il servizio civile, nascosto fino a non poterne fare più a meno, questo vuol dire essere trasparenti? Sto parlando di trasparenza.
Interviene il Consigliere Glauco CANIGLIA fuori microfono
Consigliere D'IPPOLITO
Non è falsità. Avete sollevato voi la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa. La correttezza dell’azione amministrativa qual è, far venire una ditta per poter assegnare punteggi e poi sbagliare le graduatorie? Questa è correttezza? Non ha sbagliato? Tanto è vero che la graduatoria è stata rifatta, non è cambiata nella sostanza ma è stata rifatta. Questa non è correttezza e trasparenza amministrativa.
Poi, di correttezza e trasparenza amministrativa qui ha parlato, per la prima volta, una forza di maggioranza, Forza Italia. Ve lo siete scordati il comizio dell’On.le Vitali in piazza, dove puntava il dito contro la non trasparenza dell’azione del Sindaco Ferretti? Vi siete dimenticati quando avete nominato i direttore generale che escludeva tutti coloro che avevano la laurea in giurisprudenza e quindi avete fatto i bandi di concorso ad hoc? Prima avete selezionato il personale e poi avete fatto i bandi. Per dirne un altro, il dott. Fanuzzi. Avete fatto anche qui il bando ad personam. Questa è trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa? Sette anni di esperienza, chiedeva il bando.
Mettiamo a verbale, io dico solo la verità, ci sono gli atti. Stiamo registrando. Questa è correttezza dell’azione amministrativa.
Interviene il Consigliere Glauco CANIGLIA fuori microfono
Consigliere D'IPPOLITO
Consigliere Caniglia, io mi fermo al Consiglio Comunale. Io dico le cose al Consiglio Comunale e mi fermo al Consiglio Comunale non faccio come altri che vanno oltre. Mi piace discutere con te, come ho discusso con te su altre cose con il Consigliere Almiento. Abbiamo avuto una pacata discussione, amichevole e credo che abbiamo condiviso molti punti insieme, adesso non li stiamo più convenendo? Sto dicendo solo le cose come stanno. Se vogliamo parlare di Amministrazione corretta, questa è trasparenza e correttezza? Cioè, io ho preso spunto da questo punto all’ordine del giorno, mi voglio fermare qui perché vedo che gli animi si stanno riscaldando e non voglio accendere il clima e farlo infuocato, perché mi invitate sempre a dire cose che non voglio dire.
Quindi, credo che questa mia dichiarazione debba essere anche una dichiarazione del nostro partito, di non condividere il documento che avete predisposto circa la correttezza e la trasparenza dell’azione amministrativa. Mi voglio fermare qua. Poi qualcuno minaccia e dice: «registra», questo è il clima: di istigare sempre.
Interviene il Consigliere VIAPIANA fuori microfono
Consigliere D'IPPOLITO
Io non ho mai minacciato nessuno. Voglio chiudere la discussione, perché vedo che si animano e non porta a nessuna parte. Non voglio mettere altre istigazioni, altro fuoco, pertanto mi fermo qui con il mio intervento. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere D'Ippolito. Sono terminati gli interventi da parte dei Consiglieri e passo la parola al Sindaco per l’intervento conclusivo.
SINDACO
Come spesso accade, ci sono alcuni interventi che rompono anche l’atmosfera di come si stava conducendo la serata. Questa è la politica di Oria, cari cittadini. Mi sembra di ritornare ad un anno e sei mesi fa, quando in campagna elettorale da quel pulpito c’erano volantini, lettere anonime, insinuazioni, tutto quello che vogliamo dall’ex DS, ora non so, perché vi siete modificati.
Vedete, stasera si stava parlando, me ne dispiace che se ne è andato il Consigliere Almiento, perché proprio lui, che è uno di quelle colonne che sta sostenendo questa maggioranza, insieme a tanti altri, l’altra volta ha fatto questa affermazione per dire se questa è la politica ad Oria, io me ne vado. Ebbene, gli ho detto al Consigliere Antonio: se le persone come te se ne vanno, facciamo il gioco di quelle persone che vogliono questo, perché è stato così per 20 o 30 anni a Oria. Perché le persone perbene, perché non avevano potere amministrativo, non avevano forza politica non hanno potuto imporsi e far sì che queste persone venissero allontanate.
Stasera ero contento di come si stava conducendo questo Consiglio, però, purtroppo, questo ultimo intervento mi ha amareggiato. Così come mi ha amareggiato, caro Consigliere Tommaso Carone, il 22 gennaio, quando hai presentato quel documento senza degnarti di avvisare il Sindaco. Sindaco che sulla questione, tu lo sapevi bene, si era impegnato e prodigato personalmente, tanto è vero che, l’ultimo Consiglio Comunale era stato da me richiesto al Presidente. Tanto è vero che, se non sbaglio, il Presidente lo convocò senza conferenza dei capigruppo, perché serviva a farlo prima di un certo periodo di tempo per non far fare un certo ricorso amministrativo.
Quindi, tu sapevi questo Sindaco quanto si era prodigato per questo argomento, perché, come ha detto qualcuno, questo argomento è stato sopravalutato nella sua questione, nella sua essenza. Il problema più grave, che a me dispiace è che ancora, dopo tre sedute di Consiglio Comunale, quest’argomento non è stato affrontato, come non è stato affrontato per bene nella Commissione, caro Consigliere Tommaso Carone. Quindi, tre sedute di Consiglio Comunale, è stato ritirato, alla terza è successo quello che è successo, due sedute di Commissione, non mesi di Commissioni, ma nell’argomento non si è mai andati in fondo.
Allora, diciamo qual è la realtà di questo argomento. Qualcuno oggi mi diceva: «stai attento all’entrare nell’argomento», ma di che devo stare attento io? Qua la verità è una sola, che, sicuramente in buonafede, il tecnico che ha redatto… Scusami, Consigliere, alla stampa è apparso di una fantomatica permuta, ma quale permuta? Mi dite quale permuta c'è stata con questa particella in questione? Non c'è stata mai nessuna permuta. Il problema è nato sicuramente da quando hanno dovuto fare l’accatastamento o la trascrizione del notaio. Questa è la verità. Si era inserito nel progetto una particella, un relitto stradale che si poteva tranquillamente dare al proprietario, cosa che non è stata né richiesta né fatta. Queste sono le verità di questa Oria, che si tratta l’argomento come se dietro ci fosse chissà che cosa, come se il Sindaco avesse interesse a bloccarlo perché dovevamo dare fastidio al Consigliere Marinò. L’argomento non l’ha creato quest’Amministrazione, ma l’ha cerato in parte, quando scopriamo che un frazionamento di tanti anni fa ancora non è stato portato a termine. Qui non c’entrano le Amministrazioni, qui c’entrano gli uffici che non hanno funzionato. Ma quella particella, di cui si parla, non entrava in questa permuta. Quindi, non diciamo fesserie e affrontiamo i problemi per quello che sono, come non si sono affrontati in Commissione. Perché se questo problema si fosse affrontato in tutti i suoi aspetti in Commissione – con questo non voglio addossare responsabilità a nessuno – chi avrebbe potuto dire qualcosa in contrario? A chi poteva interessare sei metri quadrati di terra, quando non ci sono problemi alla viabilità, non c’era niente? Però la strada non era quella, è stato fatto un errore che ancora c'è, perché quella particella andava alienata. Mi sto imparando anche queste cose; non sono un geometra, non sono un architetto, ma mi sto imparando anche queste cose.
Quindi, abbiamo fatto un processo, abbiamo messo in mezzo la Procura con esposti anonimi, cosa che io condanno. Gli esposti anonimi non vengono solo, come si vuole insinuare, da una parte, perché sono convinto che vengano anche da altre parti. La realtà è questa signori miei. Il problema non è stato affrontato per bene. Ci è stato un vizio iniziale, un’illegittimità iniziale, che poi si è voluta risolvere con il Consiglio Comunale. Cosa che si poteva anche arrivare a fare, ma dopo una trafila.
Voci in aula
SINDACO
Avete sbagliato a parlare dell’intervento di Caniglia e non a parlare dell’argomento.
Poi si sono messi in mezzo un forza politica, l’undicesimo, il dodicesimo, il tredicesimo, il quattordicesimo. Questo è il modo di fare politica ad Oria e questo ci meritiamo, perché a Oria vigeva e vige tutt’ora che nessuno può toccare nessuno, cioè, dobbiamo starci zitti se ci sono illegittimità, inadempienze. Questo è il problema.
Scusate, quando mi sono insediato un anno e mezzo fa e mi avete criticato, il comportamento dell’opposizione era che presentava le interrogazioni prima su “Senza Colonne” e poi in Consiglio Comunale, e io ho avuto da protestare dicendo: «se è un problema che possiamo ragionarci insieme, perché dovete usare questa procedura?». Visibilità? E la visibilità ce l’avete se non risolviamo il problema insieme, grazie all’opposizione? Chi vi ha mai negato collaborazione o altro?
Interviene il Consigliere D'IPPOLITO fuori microfono
SINDACO
Quindi, stasera sono rammaricato ma non mi fermo, a meno che, come qualcuno diceva, l’undicesimo viene meno, quindi mi ferma qualche altro ma io non mi fermo finché mi dà la forza il Signore, perché qualcuno dice: «ma chi te lo fa fare?». Non mi fermo proprio per quelle parole che l’altro giorno il Consigliere Almiento ha detto: «non è questo il modo di fare politica», dobbiamo cominciare a ragionare tutti. Al nostro paese tutti gli vogliamo bene a parole, ma nei fatti no, solo perché una vola tocchiamo l’amico di quello, una volta tocchiamo l’amico dell’altro. Ma vi sembra normale che i Consiglieri devono venire a chiedere cose per le persone perché gli uffici non funzionano? Vi sembra normale? No, che non è normale. Vi sembra normale che oggi un Consigliere si deve andare ad informare se quell’assunzione è stata fatta bene, se non è stata fatta bene la manda alla Procura? È come se io mi fossi assunto mia sorella o mia figlia, ma vi rendevate conto di come stava l’anagrafe qualche mese fa? Vi rendete conto come stanno gli altri uffici, come sta l’ufficio tecnico?
Allora, discutiamo effettivamente di come è la situazione amministrativa. Pensavo avessi fatto la richiesta di intervento per dire chissà che cosa, ma hai detto qualche cosa sull’intervento di Caniglia. Questo è il tatticismo, Consigliere Carone Tommaso. Voi avete chiesto un Consiglio monotematico, c’era scritto: «potrà essere convocato un Consiglio monotematico», sta scritto su questo documento, o forse non l’hai scritto tu, D'Ippolito. Allora, mi sono proposto, dicendo al Presidente del Consiglio: «facciamo questo Consiglio monotematico», perché è giusto che se ne parli.
Le lettere anonime. Questo è un male da 25, 30 anni in questo Comune e sappiamo tutti da dove vengono, ma il problema è che la politica di questo paese è ancora oggi di livelli molto, molto bassi, da una parte e dall’altra. Io non sto dicendo da una parte. Se non maturiamo, se non affrontiamo i problemi, invece di stare a pensare se per l’area vasta sono stato convocato o se ho convocato quel geometra. Dobbiamo lavorare per il paese. Qualcuno mi dovrà dire solo se io un domani ho approfittato di questa situazione, di essere Sindaco, per avere dei vantaggi personali, per aver assunto una mia parente. Se non ci sono questi problemi, di cosa mi devo preoccupare io? Vi rendete conto di come abbiamo affrontato quella questione che era vitale per il paese di Oria, che riguarda la rideterminazione del canone dei rifiuti? Vi rendete conto che per la prima volta ad Oria c'è stata un’Amministrazione responsabile, che si è fatta carico di un problema che non era suo? Da 20 anni a questa parte esisteva quel problema e abbiamo avuto anche il passato che poteva insegnarci di quello che il Comune ha subito. Abbiamo pagato, voi stessi avete deliberato, 750 mila euro la prima trance e speriamo che ci vada bene nel futuro. Questo non insegna niente?
Ricordiamoci che chi opera nella vita in una certa maniera, opera dappertutto, anche nella politica. Potete stare tranquilli di questo, è così. Ecco perché io ritengo che non era l’ordine del giorno in sé per sé come è stato formulato. Oggi, sì, lo dobbiamo votare, Consigliere Egidio. Io ritengo che lo dobbiamo votare, perché questo Consiglio deve prendere atto di questo ordine del giorno. Dobbiamo votarlo, perché è giusto che il Consigliere Almiento ha acconsentito ad una richiesta fatta dall’opposizione.
Vi chiedo scusa per il mio tono di voce. Mi ero riproposto che il tono di voce stasera doveva essere diverso, purtroppo, però, l’ultimo intervento mi ha fatto cambiare anche questo. Ci tengo tantissimo a ristabilire le sorti di questa città, ve lo dico veramente di cuore, e ci stiamo impegnando come non mai, nonostante questa Amministrazione non abbia a disposizione – questo lo sanno tutti – una macchina amministrativa. Poi ci mettiamo che alcuni uffici non funzionano, o non vogliono funzionare, o pensano di essere a casa loro, perché qua qualcuno pensava così. Ci ricordate i primi mesi quando si andava al bar? È come se stiamo in piazza tutte le mattine. È risaputo che qui ci sono impiegati che timbravano e timbrano e se ne vanno. Se succede qualcosa a qualcuno, poi, non ci possiamo fare nulla. Ma perché mi devo stare zitto e non dire queste cose? Ma perché dovevo stare zitto e non lamentarmi che si andava al bar tre o quattro al giorno? Veniva il Consigliere, veniva l’amico del Consigliere, veniva il parente, veniva il funzionario o altro. Che schifo è questo? Oppure, si entra negli uffici e si spaparacchia, e la dignità? Questa è un’istituzione. Oppure, si va nell’ufficio tecnico, si va dall’altra parte e poi io mi devo anche stare zitto. Vi rendete conto che se andiamo in un altro Comune non ci comportiamo alla stessa maniera? Come le macchine parcheggiate in divieto di sosta. Tutti diciamo che, se andiamo a Francavilla non la parcheggiamo in divieto, ma nessuno fa ad Oria questo. Perché mi devo stare zitto se io non sopporto vedere tecnici o altri all’ufficio tecnico che entrano nelle stanze. Non lo sopporto. Perché se io vado all’I.N.P.S. mi fanno rimanere davanti allo sportello, se io vado al Comune di Brindisi non entro nella stanza dall’altra parte, ma stiamo scherzando?
A tutto c'è un limite e io sono sempre il cane che abbaia ma non morde, perché, stai tranquillo, non ho mai fatto nessuna lettera anonima, nessun esposto, mai niente. Anzi, come diceva Almiento, ho sempre condannato questo modo di fare. Comunque, al bar non si va più, già un risultato lo abbiamo ottenuto. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Sindaco. Prima di passare all’appello e quindi alla votazione, leggo l’ordine del giorno che è stato redatto e inserito nel fascicolo.
Il Presidente legge l’ordine del giorno che è allegato agli atti dell’Amministrazione.
PRESIDENTE
Questo è l’ordine del giorno predisposto, passo all’appello. Prego.
Consigliere CARONE
Presidente, a nome di questo gruppo comunico la dichiarazione di votare contro questo documento, perché è un documento di natura politica e di parte, che dimostra che lo spirito con il quale questo documento è stato proposto non è stato, assolutamente, colto. Spirito già chiaro nel documento e ulteriormente specificato e illustrato dal sottoscritto nel primo intervento di questo Consiglio Comunale. Questo è solo un documento politico, perché non si è ritenuto di condividere le preoccupazioni sollevate, perché nessuno si erge giudice e censore dell’Amministrazione, nessuno vuol dire che le denunce anonime o, comunque, il clima di sospetto sono condivise, attuate o pensate dall’Amministrazione. Sono cose che, assolutamente, non hanno senso e non sono state dette da questa parte.
La maggioranza, tranne due interventi, non intende, evidentemente, con questo documento condividere il problema sollevato. Prova ne sia il fatto che il Sindaco ha fatto un intervento di esclusiva propaganda, parlando del merito del problema che non è all’ordine del giorno. Il problema si affronta mettendolo all’ordine del giorno in un Consiglio Comunale. Lo vogliamo convocare, lo convochiamo e lo convocheremo, ne discuteremo. Ha sorvolato sul problema, ha solo incensato se stesso e, addirittura, ha detto che denunce anonime sono arrivate da questo pulpito, contro di lui, in campagna elettorale. Questo non è vero, perché questo pulpito non ha mai fatto denunce anonime contro nessuno. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie al Consigliere Carone. Ci sono altri interventi per dichiarazioni di voto? No. Passiamo all’appello.
Il signor Presidente esegue l'appello. Risultano presenti nr 17 Consiglieri su nr 21 eletti.
PRESIDENTE
Gli assenti sono i Consiglieri: Fullone, Almiento, Marinò Giancarlo, Malva e Pomarico. Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno.
Non essendoci ulteriori richieste di intervento, il sig. Presidente pone in votazione palese, per alzata di mano, l'argomento in oggetto segnato, che viene approvato.
PRESIDENTE
L’ordine del giorno è approvato con 11 voti favorevoli, 3 voti contrari e 2 astenuti.
Il Consiglio Comunale si conclude alla ore 18:05. Buonasera a tutti.
I lavori del Consiglio Comunale sono terminati alle ore 18:05